BARBARA BERTI
Cronaca

Vent’anni fa l’estate senza fumo: "Così cambiò la movida fiorentina. Ma il divieto fece bene a tutti"

Il ’nottambulo’ Daniele Locchi: "Lo stop alle sigarette nei locali chiusi un cambiamento epocale. La fine della mitica night life è da attribuire però alle scelte sbagliate dell’amministrazione del tempo"

L’estate di vent’anni fa fu la prima senza sigarette al chiuso: la legge Sirchia era entrata in vigore nel gennaio 2005

L’estate di vent’anni fa fu la prima senza sigarette al chiuso: la legge Sirchia era entrata in vigore nel gennaio 2005

Firenze, 31 agosto 2025 – Forse non tutti si ricordano. Ma vent’anni fa si concludeva la prima estate con il divieto di fumo nei locali chiusi. Stop alla ’bionda’ al cinema o al ristorante, così come in discoteca o al pub. Un cambio epocale per le abitudini del tempo che, però, non ha influito sulla movida cittadina. Almeno così si ricorda Daniele Locchi, uno dei padri fondatori del Tenax, ideatore e gestore del Parterre tra il 1994 e il 1999, patron dello storico locale di via dei Renai a Firenze ma anche presidente dell’associazione Vivacity, quindi vicepresidente di Confcommercio e poi presidente Fiepet Confesercenti Firenze.

Locchi, si ricorda la prima notte senza fumo nei locali?

"Mi ricordo soltanto che quella notte, per la prima volta, gli abiti che indossavo non odoravano di tabacco. Di solito, rientrando a casa, la prima cosa che facevo era mettere gli indumenti alla finestra o addirittura in lavatrice. Ma quella volta no. Di quel giorno ricordo le preoccupazioni".

Quali?

"Chi come me lavorava nei locali notturni, ma anche nella ristorazione, temeva di perdere clienti. C’era questo divieto che calava dall’alto e non sapevamo come avrebbe inciso. Alla fine il passaggio fu indolore perché tutti sapevamo che era un scelta per tutelare la salute. I clienti non cambiarono le loro abitudini però iniziarono a ritagliarsi dei piccoli momenti fuori dal locale per non rinunciare alla sigaretta".

A lei non dava noia il fumo passivo?

"Era compreso nel pacchetto della night life fiorentina. Mi ricordo la ’nebbia’ del cinema Universale: le proiezioni praticamente erano solo per fumatori. Ma non ho mai sentito nessuno rinunciare al cinema perché dava fastidio il fumo".

Con lo stop al fumo al chiuso finisce comunque un’epoca...

"C’è indubbiamente un cambiamento culturale. Il fumo in discoteca o al pub creava un’atmosfera vedo-non-vedo ideale per fare nuove conoscenze, l’aria era irrespirabile ma quell’alone creava una sorta di fascino. Così come accendere una sigaretta era un’occasione per iniziare un approccio. D’altronde nei locali si andava proprio per socializzare e la sigaretta, magari accompagnata da un gin tonic, era parte integrante di un modo di vivere più ’libertino’. Non certo salutare, oggi siamo tutti più consapevoli dei rischi legati all’alcol o al fumo".

Come giudica la movida attuale libera dal fumo?

"Quale movida? Le mitiche notti fiorentine sono solo un lontano ricordo per quelli grandicelli come me. Gli anni Ottanta sono stati il periodo della vita notturna legata alla creatività, i Novanta il periodo dove imperava l’obbligo di divertirsi il più possibile, dove si usciva tutte le sere solo per farsi notare. E c’era bella gente in giro. Negli ultimi vent’anni è andato tutto a morire. Un po’ per il cambiamento generazionale ma soprattutto per le scelte scellerate dell’amministrazione del tempo che hanno cominciato a considerare il centro storico come un castello tanto che la sera tiravano su i ponti levatoi così che non ci si poteva più avvicinare. Noi gestori di locali avevamo avvisato l’amministrazione del tempo che che i barbari non erano fuori, bensì dentro. Ma non ci hanno ascoltato. Oggi in giro ci sono solo ragazzini e stranieri e l’offerta si è adeguata abbassando la qualità".