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Firenze, 31 agosto 2025 - La storica Giulia Barone, paleografa di fama internazionale, studiosa della religiosità e della santità nel Medioevo, è morta a Roma all'età di 78 anni. Nella sua carriera, che l’ha vista ricoprire vari incarico di prestigio, è stata anche docente di Antichità Medievali e membro del Collegio dei docenti del Dottorato in Storia Medievale dell'Università di Firenze, dando un contributo decisivo alla formazione di generazioni di giovani storici. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Istituto Storico Italiano per il Medioevo e dalla Società Romana di Storia Patria, di cui era socia. Nata a Milano nel 1947, Barone si era formata all'Università di Roma "La Sapienza", dove nel 1970 si era laureata con una tesi su Frate Elia da Cortona, sotto la guida di due giganti della medievistica: Arsenio Frugoni e Raoul Manselli. Quel lavoro, poi pubblicato con il titolo "Frate Elia nelle fonti del XIII secolo", fu il primo tassello di una produzione scientifica ampia e autorevole, dedicata soprattutto alla storia del cristianesimo medievale, alla santità, alle forme della vita religiosa e alla realtà sociale e politica della Roma tra XI e XV secolo. Docente di Storia Medievale alla Facoltà di Lettere della Sapienza, Barone è stata autrice di saggi che hanno fatto scuola - spesso nella forma del saggio breve, da lei prediletto - Giulia Barone ha saputo mettere in dialogo fonti, interpretazioni e visioni d'insieme, offrendo letture innovative della società medievale romana, del ruolo delle istituzioni ecclesiastiche, e della spiritualità maschile e femminile. Tra i suoi volumi più noti si ricordano "Le ore del monaco" (Giunti, 1987), "Da Frate Elia agli spirituali" (Biblioteca Francescana, 1999) e "La santità medievale" (Jouvence, 2006). Con Armando Petrucci aveva pubblicato un'opera pionieristica sul rapporto tra lettura e società moderna, "Primo: non leggere. Biblioteche e pubblica lettura in Italia dal 1861 ai nostri giorni" (Mazzotta, 1976).
Maurizio Costanzo