
Il titolare di ’I Dolci di Patrizio Così’, Riccardo Camporesi
Tre anni fa la pasticceria I Dolci di Patrizio Cosi in Borgo degli Albizi ha introdotto un sovrapprezzo di un euro per chi consuma al tavolo. Una scelta semplice, fatta per ’far quadrare i conti’, ma capace di accendere discussioni infinite, soprattutto sui social, anche a tre anni dalla sua introduzione. "Mi hanno fatto diverse recensioni negative, accusandomi di far pagare il servizio anche quando, di fatto non c’è, ma non è così" spiega il titolare Riccardo Camporesi. "In realtà – precisa – quell’euro in più è per la consumazione al tavolo, un euro complessivo, non per ogni caffè o ogni brioche. Chi si siede mezz’ora ad un tavolino paga un euro in più, indipendentemente da cosa prende. Così chi consuma al banco non si trova a pagare indirettamente i costi di chi occupa a lungo un tavolo". Il modello, chiarisce Camporesi, nasce da un’esigenza concreta. "Avevo bisogno di una persona in più solo per gestire il servizio. Invece di aumentare a tutti il prezzo del caffè, ho preferito lasciare il banco più accessibile e introdurre l’euro per il tavolo. Oggi il caffè da noi costa 1,30 euro, mentre altrove è già a 1,50 o addirittura 1,70. Un cappuccino e una brioche al tavolo da noi arrivano a 3,20 euro: meno della metà di quanto si spende nel centro città". Eppure il malinteso resta.
Recensioni negative su Google parlano di "bagno a pagamento" (50 cent per chi entra solo per usarlo, ma è gratis per chi consuma) o di "furto legalizzato", per quell’euro che viene pagato per sedersi (ma poi il tavolo va anche sparecchiato). Camporesi ribatte: "Non mi devo giustificare, devo solo spiegare. E i clienti che vengono tutti i giorni lo hanno capito: spendono meno che altrove". Tanto più, chiarisce il titolare, che quell’euro in più che viene richiesto a chi siede al tavolo, è indicato ovunque, fuori e dentro il locale. Quello che a Firenze scandalizza, all’estero peraltro è già una norma. "Qualcuno mi dice di far pagare quell’euro in più solo ai turisti – racconta Camporesi – ma non è giusto. Non è possibile fare distinzioni, tra una persona e l’altra. Per i nostri clienti affezionati c’è la carta ricaricabile che prevede il 10% di sconto su tutto, lo stesso facciamo con gli studenti, che siano italiani o stranieri". Nonostante le polemiche, Camporesi sembra dunque intenzionato a mantenere la propria scelta. "Non siamo qui per diventare ricchi, ma per offrire qualità senza far pagare a chi consuma al banco i costi di chi si siede. Continueremo così finché sarà possibile, cercando di restare coerenti e trasparenti con tutti i clienti". Un euro in più al tavolo, dunque, è solo un piccolo prezzo da pagare per sedersi comodi, gustando un caffè e una brioche di qualità, ma senza sorprese sul conto.
Monica Pieraccini