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Tomasi tra sanità e politica: "Via addizionale Irpef, farò di tutto. La lista? No a veti sui miei civici"

Il sindaco di Pistoia in corsa per Palazzo Strozzi Sacrati a Careggi: "Eccellenza da valorizzare e mantenere". Coalizione a cinque. A Scandicci il 3 settembre l’assemblea regionale di “È ora!“ con gli aspiranti consiglieri.

Il sindaco FdI di Pistoia e candidato governatore della coalizione di centrodestra Alessandro Tomasi ieri in visita a Firenze all’ospedale di Careggi

Il sindaco FdI di Pistoia e candidato governatore della coalizione di centrodestra Alessandro Tomasi ieri in visita a Firenze all’ospedale di Careggi

di Francesco Ingardia

"Careggi è un’eccellenza, io sono un amministratore, non un disfattista, convinto che le cose che funzionano vanno assolutamente mantenute, anzi prese ad esempio per proporre anche modelli organizzativi in altre zone dove magari ci sono carenze, sofferenze o cose che funzionano meno". Ogni singola ricetta di governo di Alessandro Tomasi passa dalla pragmaticità di un sindaco. Così il candidato presidente del centrodestra alle regionali d’ottobre spera di traslocare da Pistoia a Firenze. Continua a girare come una trottola il meloniano, ancor più dopo l’investitura ufficiale di inizio settimana.

Sanità in chiaroscuro a suo avviso, terminata la visita a Careggi. "Da presidente della Regione farò di tutto per togliere l’addizionale Irpef - varata da Eugenio Giani per ripianare i mancati introiti del payback pari a 200 milioni, ndr -, perché è la prova provata del disavanzo strutturale della sanità toscana che si ripete ogni anno. Ma così il sistema collassa, visto che i costi della sanità tenderanno ad aumentare: 200 milioni all’anno fa un miliardo in 5 anni", minaccia Tomasi, secondo cui urge un piano di risanamento del bilancio regionale. Partendo con l’aggredire "ogni spreco nella sanità". Ma come? "Con l’organizzazione dei costi - la ricetta dell’anti Giani -: da quelli energetici, all’appropriatezza delle prescrizioni delle cure e dei farmaci, alla prevenzione per portare le persone in salute in vecchiaia, alla buona alimentazione, fino ad arrivare a processi organizzativi interni dove ci sono eccellenze da copiare, altre cose da correggere".

Maxi Asl e medicina territoriale, due facce della stessa medaglia per Tomasi. Per nulla appassionato di numeri: "Non diciamo tre, dieci o altri slogan - aggiunge -. È molto forte il disagio nella Toscana del sud, dove l’Asl è talmente grande che richiederebbe, diciamo, Asl non provinciali, ma sicuramente più piccole. Cosa più sentita nell’area di Massa e meno in quella centrale tra Prato Firenze e Pistoia". Epperò l’assessore uscente Simone Bezzini ha giusto rendicontato 5 anni di lavoro rilanciando la missione di fondo delle 140 case/ospedali di comunità, a proposito di sanità territoriale.

"Ricordo a Bezzini - attacca Tomasi - che ha avuto 5 anni di tempo per farlo e ricordo il piano socio-sanitario che è stato approvato circa un mese fa, a fine legislatura. "Il territorio è la sfida principale. Io ai grandi numeri rispondo con una domanda. Con quale personale si attiveranno? Non vorrei procedere a grandi spot e grandi numeri, perché poi questi vanno adattati ai territori e anche al personale". Di qui alle elezioni restano 45 giorni, la campagna elettorale si fa battente. Così come l’ariaccia che spira in coalizione quando si pronunciano quattro lettere: “È ora!“. Per il leader della coalizione, la lista civica del presidente che affiancherà i quattro alleati. Se non fosse che Forza Italia e Lega soprattutto, le attribuiscono una natura più politica che altro, visto i nomi in lizza "già organici al centrodestra e non delusi di centrosinistra": il tomasiano doc a Pistoia Fabio Raso, l’assessora di Agliana Ambra Torresi, il sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli, il capolista a Firenze Lorenzo Bosi (figlio dell’ex senatore Udc), il consigliere a Palazzo Vecchio della Lista Schmidt Massimo Sabatini. Rimostranza ribadita nel vertice di lunedì coi segretari regionali che nella nota congiunta sul sofferto via libera a Tomasi hanno pensato di depennare il quinto commensale al tavolo, Paolo Bambagioni, come rappresentante di una formazione pronta alla prima assemblea regionale il 3 settembre a Scandicci, con annesso disvelamento di tutti gli aspiranti consiglieri regionali.

Tomasi tira dritto: "Non si possono mettere veti. Sabatini non è l’espressione di sé stesso, ma della Lista Schmidt, di un gruppo di persone e amici, anche provenienti dal centrosinistra, che si è messo insieme e che si è espresso in lui. Se vogliamo aggregare su Firenze questi mondi, loro hanno il diritto naturalmente di scegliere un nome. Il tema vero è un altro: lo spirito che ci deve accomunare è fare il 51% contro 49 e vincere le Regionali". Verissimo. Resta un piccolo "plus" per “È ora!“, la raccolta firme entro il 12 settembre. "Eh sì, 10mila sono tante, è dura", ammette.