LORENZO OTTANELLI
Cronaca

Toda joia, toda beleza con Roy Paci: "I sacrifici ripagano, l’estetica no"

L’artista siciliano lunedì sul palco di Sesto Fiorentino con gli Aretuska per la festa di Liberazione "Negli anni Novanta ho vissuto a Firenze: frequentavo Santo Spirito e passavo le notti al Cabiria con Pelù".

Rosario Paci, detto Roy, è un trombettista, cantante, compositore e produttore; lunedì sarà in concerto a Sesto Fiorentino

Rosario Paci, detto Roy, è un trombettista, cantante, compositore e produttore; lunedì sarà in concerto a Sesto Fiorentino

Se c’è una musica travolgente, non può essere che quella di Roy Paci. Un artista che dalla sua Sicilia ha girato il mondo per scrivere brani indelebili tra lo ska, il reggae, la world music e tanti altri generi. Fiatista da sempre, accompagnato da ‘Sofia’, la sua tromba. Ma anche cantante con il suo gruppo tutto siciliano Aretuska. Una carriera che Paci porta lunedì sera al Liberi Tutti Festival di Sesto Fiorentino. Una rassegna, questa, per festeggiare gli 81 anni dalla Liberazione e che parte già domani con la finale del ZoMusic Contest, per poi continuare martedì con Dente, mentre mercoledì arriva Cmqmartina. Non mancano Giancane giovedì e i The Originals venerdì, mentre sabato 6 ecco la Bandabardò. Tutti i concerti sono a ingresso libero (ore 21,15). La conclusione domenica 7 con la Banda di Sesto, la tombolata e gli immancabili fuochi d’artificio.

Paci, una data di un tour di 60 appuntamenti con gli Aretuska. Cosa dobbiamo aspettarci? "È stato un ‘bel disastro’, abbiamo fatto tantissimi concerti. Ora sono provato ma contento perché la nostra è una festa. Siamo una delle party band più energiche. Siamo otto sul palco e suoniamo dal vivo dai miei primi brani e fino agli ultimi singoli".

Una carriera in tutto il mondo, ma un artista radicato nella sua Sicilia. Potremmo definirla un artista glocal? "Sì, sono molto glocal come esperienza musicale e nella narrazione. Mi dispiace, però, che quello che facciamo noi, oggi lo fanno in pochi. In Italia si è perso un certo gusto, un certo ascolto e una certa educazione. Altrove la musica suonata sta tornando come qualcosa di molto trendy".

L’ultimo singolo ‘Tromba’ è dedicato a Sofia, un brano che fa ballare, ma colmo di significato. "Sì, ho voluto fare un omaggio alla mia Sofia perché è lei il tramite con cui mando i messaggi più forti, perché anche grazie a uno strumento si possono fare battaglie. E ironicamente prendo in giro chi non ha perso il vizietto di pensare al proprio rendiconto personale invece che a quello della gente".

Il suo più grande successo è ‘Toda joia toda beleza’ del 2007. Cos’è quel brano oggi? "È un brano di tutti. Oggi l’estetica vale più dell’essere e quel brano è un monito sul fare sacrifici per raggiungere i propri obiettivi".

In ‘SuoNoGlobal’ ha collaborato con Erriquez della Bandabardò. "Con Erriquez avevo un rapporto meraviglioso. La Bandabardò sono fratellini del cuore, ogni tanto ci vediamo, specialmente con Finaz".

Che rapporto ha con Firenze? "Ho vissuto tre anni a Firenze, dal 1993 al 1996. Avevo una piccola stanzina e ho passato gli anni frequentando Santo Spirito. Ricordo le notti con Piero (Pelù, ndr), a chiacchierare al Cabiria. Ma poi il Jazz Club, il Music Concentus... E poi ricordo Enrico Romero, che oltre a gestire la Flog, è stato un grande amico e una figura molto importante per una musica di un certo tipo".