Scuola, 124 studenti rimasti fuori dal Marco Polo dopo i sorteggi. Il dirigente: “Rito sgradevole. Siamo molto dispiaciuti”

Dalla prossima settimana, la segreteria dell’istituto dirotterà gli esclusi verso la seconda scuola indicata al momento dell’iscrizione. Ma tra le famiglie la delusione è tanta

Il preside dell'Itt Marco Polo, Ludovico Arte

Il preside dell'Itt Marco Polo, Ludovico Arte

Firenze, 24 febbraio 2024 - Centoventiquattro ragazzi rimasti fuori dal Marco Polo. È un numero esorbitante di esclusi quello che arriva al termine dei sorteggi svolti dalla scuola che ha sede a San Bartolo a Cintoia. L’amarezza tra le famiglie è tanta. Anche lo stesso dirigente Ludovico Arte parla di “un rito sgradevole e imbarazzante per decidere chi accogliere e chi dirottare su altre scuole perché non abbiamo aule per tutti”. Per dire, quest’anno il Marco Polo ha avuto più iscritti nelle prime che il liceo del Made in Italy in tutta Italia. Da anni la scuola, apprezzata per essere moderna, inclusiva, con aule all’avanguardia, si ritrova ad affidare alla sorte il futuro scolastico dei ragazzi. I genitori, collegati online, sperano che il nome del loro figlio appaia colorato di verde. Altrimenti, ecco la lista d’attesa. Lunghissima.

“Quest’anno c’è stata una combinazione sfavorevole - ammette Arte -. La nostra regola è formare tante prime quante sono le quinte in uscita. Quest’anno, abbiamo 8 quinte. E non 10 come lo scorso anno. Due aule in meno, sommate a un incremento di una settantina di iscritti, hanno determinato questa situazione, di cui ci scusiamo in prima persona”. Dalla prossima settimana, la segreteria del Marco Polo dirotterà i 124 esclusi verso la seconda scuola indicata al momento dell’iscrizione. Ecco che i 58 rimasti fuori dal tecnico approderanno al Sassetti-Peruzzi, che grazie all’installazione di moduli in giardino ha aumentato la propria capienza, oppure al Calamandrei di Sesto. Ma, certo, lo sconforto è tanto, tra ragazzini scoppiati in lacrime e genitori disorientati. Il Marco Polo ha 60 classi, 1500 studenti ed oltre 150 docenti. Il dirigente è contrario “alle scuole giganti” ed anche all’installazione di aule aggiuntive in giardino, “perché snaturerebbero la scuola e creerebbero una situazione peggiorativa”. “Voglio salvaguardare una ‘scuola che respira’. Dispiace dover dire di no, ma è importante mantenere gli equilibri didattici”, prosegue il dirigente, evidenziando che “se in questi anni avessimo accolto tutti avremmo 3mila allievi”.

A questo punto la città dovrebbe interrogarsi sulla necessità di offrire alle famiglie scuole allo stesso modo attrattive, moderne e accoglienti. Forse il modello tradizionale di istruzione sta entrando in crisi? Fatto sta che adesso per molti ragazzi c’è un grosso punto interrogativo sul loro futuro di studenti.

“Noi siamo disponibili ad accogliere eventuali allievi, sia per il tecnico del turismo che per il linguistico - fa sapere Francesco Ramalli, che guida il Calamandrei di Sesto -. Certo, tutto deve rientrare entro la soglia numerica imposta dai criteri di sicurezza”. “Noi potremmo dar vita ad una classe in più di linguistico nella sede di via Baldovinetti - afferma Pierpaolo Putzolo, dirigente del Rodolico -. Al momento però non ho alcuna indicazione formale. E per fare una classe aggiuntiva devo avere l’autorizzazione da parte dell’Ufficio scolastico”. Il liceo Pascoli ha già due succursali. “Succede tutti gli anni di dover accogliere studenti rimasti esclusi. Faremo la nostra parte anche stavolta”, dicono dalla scuola. E la Città Metropolitana? “Tre anni fa ci fu il boom degli artistici e ci siamo fatti in quattro per trovare gli spazi, altrimenti quei ragazzi avrebbero dovuto cambiare indirizzo - dice il consigliere delegato, Massimo Fratini -. Stavolta è diverso, perché gli esclusi dal Marco Polo troveranno spazio altrove. Lo stesso problema lo abbiamo all’Agnoletti di Sesto. È una scuola nuova e tutti la chiedono. Il Marco Polo ha fatto investimenti importanti e piace tantissimo. Lo sappiamo. Ma non è possibile, purtroppo, accontentare tutti. Attualmente stiamo lavorando per trovare nuovi spazi al Salvemini-Duca d’Aosta e per terminare i lavori in via del Podestà, al Rodolico”.

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