STEFANO BROGIONI
Cronaca

Racket nell’hotel Astor: chiesto il processo per Abel, lo zio di Kata

È accusato con altri tre connazionali di una serie di estorsioni ad altri occupanti dell’albergo di via Maragliano. Tra le imputazioni il tentato omicidio di un rivale ecuadoregno. L’udienza a maggio dal gip

Abel Argenis Alvarez Vasquez, lo zio di Kata

Abel Argenis Alvarez Vasquez, lo zio di Kata

Firenze, 3 aprile 2024 – La «guerra» per il controllo dell’hotel Astor come movente del rapimento della piccola Kata? E’ rimasta solo una delle tante ipotesi dentro l’ingarbugliata indagine sul giallo di via Maragliano, ma intanto la procura di Firenze ha chiesto il processo per quattro dei peruviani che avrebbero ordito il presunto racket dentro l’albergo occupato.

Tra questi, c’è anche Abel Argenis Alvarez Vasquez, lo zio della bimba, assieme a Carlos Palomino De La Colina, detto il “dueno“ (proprietario) dell’occupazione e altri due connazionali, Nicolas Eduardo Lenes Aucacusi e Carlos Manuel Salinas Mena.

I quattro imputati, difesi dall’avvocato Elisa Baldocci, sono accusati di una serie di estorsioni ai danni degli altri occupanti, alcune rimaste solo tentate, rapina, lesioni, nonché del tentato omicidio di un ecuadoregno, che una notte di fine maggio, si gettò dalla finestra della sua stanza, all’ultimo piano dell’immobile, per sfuggire a un raid che avrebbe avuto lo scopo di cacciarlo dalla sua stanza.

Ogni camera, secondo le indagini svolte dai pm Christine Von Borries e Giuseppe Ledda, sarebbe stata acquistata dai relativi occupanti pagando un prezzo tra i cinquecento e i mille euro ai “padroni“ dell’occupazione. Accuse che i quattro che adesso rischiano il processo (l’udienza preliminare è fissata il prossimo 21 maggio dinanzi al giudice Fabio Gugliotta) rispediscono al mittente: il “racket“ era in realtà una legge non scritta che vigeva dentro quell’occupazione sfuggita al controllo del Movimento Lotta per la casa. Dove chi s’impossessava di una stanza la difendeva con ogni mezzo e quando se ne andava la vendeva. Basterà questa tesi ad annullare la richiesta di rinvio a giudizio della procura?

Nel frattempo, passano i mesi e l’enigma della scomparsa della piccola peruviana si fa sempre più intricato.

Sono state battute moltissime piste, a cominciare proprio da una vendetta nei confronti della famiglia di Kata attiva, con lo zio materno Abel, nel presunto racket delle stanze. Ma non sono stti trovati elementi che mettano in collegamento questo clima sicuramente rovente con quanto è successo quel pomeriggio del 10 giugno del 2023.

Abel è indagato anche nel procedimento sulla scomparsa della nipote, assieme all’altro zio, Marlon, fratello del padre della bambina.

Erano stati iscritti assieme ad altri tre occupanti dell’Astor, che il giorno in cui si perdono le tracce della bambina erano stati ripresi dalle telecamere mentre si allontanavano dall’albergo con trolley e borsoni.

Gli accertamenti su quelle valigie hanno dato esito negativo. Così come non ci sono tracce di sangue o altro che porti a Kata nelle camere in cui viveva. Tanto che oggi, dopo essere stato rivoltato come un calzino, l’immobile è stato dissequestrato. Ma è ben lontano da tornare un albergo, per ora.

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