SANDRA NISTRI
Cronaca

Paziente dimenticato. La rabbia di una madre: “Trenta ore di attesa per uno psichiatra”

La donna ha scritto una circostanziata lettera al vaglio della struttura sanitaria. Il figlio, dopo uno scatto d’ira, sarebbe stato “sedato e legato alla barella”. “Mi è stato detto che il medico non poteva lasciare il reparto perché solo”

Lo sfogo di una madre per il figlio (Foto di repertorio)

Lo sfogo di una madre per il figlio (Foto di repertorio)

Firenze, 2 luglio 2025 – Trenta ore al Pronto Soccorso di Careggi prima di poter vedere uno psichiatra. Una vicenda che racconta un dramma umano vissuto per decenni e denunciato da una mamma in una circostanziata lettera inviata alla Direzione sanitaria di Careggi: “Mio figlio – racconta l’autrice della missiva, da molto tempo attiva nel mondo del volontariato e con esperienze anche in campo amministrativo – ha 40 anni ed è affetto da una sindrome genetica rara che prevede tra l’altro ritardo cognitivo e anomalie comportamentali. Non ci siamo arresi ma i problemi per la sua gestione sono stati tanti e complessi e sono aumentati con la morte di suo padre nel 2005. Quando aveva vent’anni è stato inserito presso un Centro Terapeutico Riabilitativo di Prato. Il 4 giugno scorso, mentre veniva accompagnato lì, ha avuto uno scatto d’ira e ha aggredito gli accompagnatori della Misericordia di Calenzano e il giorno dopo me che ero alla guida della mia macchina”.

Dopo l’ultimo episodio è intervenuto il 112 con il medico a bordo e il 40enne è stato portato al Pronto Soccorso di Careggi dove – dice la mamma – “è stato sottoposto a esami di routine e la dottoressa di turno ha affermato che sarebbe stato ricoverato dopo una visita psichiatrica. La giornata in Pronto Soccorso è stata lunga e stressante, con movimenti di agitazione psico motoria importanti e difficili da contenere. Durante tutto il giorno non è venuto da mio figlio nessuno psichiatra. Ho chiesto il motivo e mi è stato risposto che non poteva lasciare il reparto perché era solo e distante. Io ero distrutta, sia per lo shock subito la mattina per l’aggressione, sia per i tanti problemi di salute che purtroppo ho e avevo bisogno di un po’ di riposo. Ho lasciato mio figlio in consegna al medico di turno che mi ha detto che lo avrebbe sedato e legato alla barella”.

Il mattino successivo – sempre secondo il racconto della signora – il figlio non sarebbe stato ancora visitato da uno psichiatra: “Sono rientrata in ospedale alle 7.30 e mio figlio era in dormiveglia, voleva slegarsi, togliersi gli aghi, cercava di alzarsi, urlava. Passavano le ore e nessuno si faceva vivo. In tarda mattinata si sono presentati due psichiatri, una donna ed un uomo, con i quali ho potuto parlare della terapia, dei controlli ematici da far fare a mio figlio e la dottoressa mi ha sconsigliato il ricovero. L’ambulanza per riportare mio figlio a casa era stata chiamata con urgenza già nelle prime ore del mattino, è arrivata alle 17 dopo varie sollecitazioni ad Esculapio perché mio figlio era molto agitato nonostante i calmanti che somministrati”.

Non sarebbe doveroso – è la conclusione – “oltre che opportuno, prevedere un reparto di pronto soccorso per queste situazioni particolari? Cercando di rendere il soggiorno ospedaliero più adeguato alle circostanze? È fondamentale che persone con gravi problemi vengano accolti in un ambiente adeguato ed abbiano una valutazione psichiatrica tempestiva per ridurre la sofferenza dei pazienti e dei famigliari, già duramente provati dal quotidiano. I disabili dovrebbero avere corsie preferenziali non solo nei supermercati. Un paese civile deve porsi questi problemi e con un po’ di buona volontà e sensibilità deve cercare di risolverli. Mi auguro che questo mio accorato appello venga ascoltato e accolto”.

Intanto, l’ospedale di Careggi – contattato attraverso l’Ufficio stampa – “esprimendo umana comprensione per la sofferenza di questa famiglia” fa sapere “che risponderà all’ appello della madre attraverso i canali istituzionali poiché il reclamo che è stato inviato è molto complesso e articolato e richiede una analisi approfondita con i relativi tempi tecnici. Nell’immediato non si rilevano particolari criticità per quanto riguarda il Pronto soccorso di Careggi rispetto al percorso assistenziale”. Sulla vicenda, ed in particolare sulla competenza della gestione dei pazienti psichiatrici che attualmente, per le consulenze, è in carico all’Spdc, Servizio psichiatrico di diagnosi e cura che si trova alle Oblate, abbiamo interpellato anche l’Azienda Usl Toscana Centro: da parte dell’Azienda Sanitaria, cui è stata inviata, nei giorni scorsi, la lettera sulla vicenda, arriva l’informazione che sarà data “una risposta tramite Urp alla signora per la parte che è di nostra competenza”.