ANDREA SETTEFONTI
Cronaca

Panzano si mobilita per il santuario: "Un luogo simbolo, va salvato"

In 250 alla cena per raccogliere fondi da dedicare al restauro: "Appartiene a tutta la comunità"

In 250 alla cena per raccogliere fondi da dedicare al restauro: "Appartiene a tutta la comunità"

In 250 alla cena per raccogliere fondi da dedicare al restauro: "Appartiene a tutta la comunità"

Un intero paese mobilitato per salvare la sua "cappellina". Circa 250 persone hanno partecipato ieri sera alla cena per raccogliere fondi per restaurare il santuario mariano Santa Maria delle Grazie dove i segni del tempo si erano fatti fin troppo evidenti. "È un luogo molto amato dai panzanesi, ma era andato in declino" spiega don Alessandro Andreini. "Venne costruito come voto di ringraziamento per l’epidemia di colera del 1854-55, è possibile restaurarlo grazie a un’altra pandemia, i fondi Pnrr del post Covid. Siamo riusciti ad avere 155mila euro, ma ne occorrono almeno il doppio. E la cena è un bellissimo momento di condivisione che coinvolge tutti, ristoratori, commercianti, parrocchia, associazioni di volontariato, tutti insieme per condividere, per fare comunità". La cena che si sarebbe dovuta svolgere in piazza, è stata ospitata, per il maltempo, al circolo Arci di Panzano. Moltissima gente per ridare lustro a un simbolo del paese. "È un luogo di culto ma è anche un luogo della nostra storia, un luogo condiviso della comunità", ha detto Monica Toniazzi, assessora, panzanese. L’importanza della cappellina la sottolinea Dario Cecchini, macellaio. "È il luogo identitario del paese, non solo per i cattolici. È un luogo che appartiene a tutta la comunità". Per Valentina Taccetti "è un luogo importante da sempre, ha un valore affettivo, qui ci si sono sposati miei genitori". E, continua, "è stato un punto di riferimento per i contadini nel periodo della mezzadria". La chiesa ha subito varie vicissitudini, come il furto per due volte del quadro che raffigurava la Madonna. Ma quello che conta, sottolinea Ina Musta, "è il valore della tradizione, il restauro è importante per il valore religioso, ma anche storico". Anche Irene Miliani parla di un "legame affettivo da sempre, ci sono cresciuta". E, aggiunge Carla Michelassi: "è il luogo del cuore per tutti noi". Così come per Alessandra Anichini, "è una sorta di identità collettiva legata alla memoria. Riscoprirla vuol dire scoprire il nostro territorio".