ANDREA SPINELLI
Cronaca

"Gli errori sono anche risultati". Dardust, il mondo dentro le canzoni

Dario Faini oggi a Narni al festival Suoni Controvento con il nuovo l’album “Urban Impressionism”

Dario Faini oggi a Narni al festival Suoni Controvento con il nuovo l’album “Urban Impressionism”

Dario Faini oggi a Narni al festival Suoni Controvento con il nuovo l’album “Urban Impressionism”

NARNI (Terni)Quando Dardust dice che pianoforte e sintetizzatori sono la sua "astronave lanciata verso il futuro" val la pena di credergli, perché lo proiettano in un’altra dimensione rispetto a quella del producer di successo dei piani alti dell’hit parade. Un viaggio intergalattico, quello del compositore marchigiano, che incrocia oggi a Narni, dov’è in scena alle 18.30 al Ponte di Augusto per Suoni Controvento con “Urban Impressionism”, album di piano solo. "Nei miei progetti artistici c’è sempre un aspetto catartico, positivo" racconta Dardust, all’anagrafe Dario Faini(nella foto), 49 anni "il desiderio di lenire le ferite per trasformarci in esseri umani migliori".

In scena cosa si porta?"Oltre al pianoforte, le mie macchine elettroniche. Strumenti necessari perché ogni mio brano è un mondo, un film; l’emozione di un vissuto tradotto in un racconto tanto scenico che musicale".

C’è un palcoscenico su cui le piacerebbe suonare?"Per rispetto i luoghi d’arte mi mettono molta soggezione. Dovendo scegliere una cornice inusuale mi piacerebbe suonare in una banlieue parigina, in un posto come Les Espace d’Abraxas, straordinario anfiteatro di palazzi brutalisti a Noys-le-Grand divenuto scenografia per film come ‘Brazil’ di Terry Gilliam".

Quando frequentava lo “Spontini” di Ascoli Piceno, stesso istituto musicale di Saturnino e Giovanni Allevi, quale pensava sarebbe stato il suo futuro?"Sicuramente quello del musicista. Anche se non m’ero precluso un piano b seguendo il percorso di laurea in psicologia a La Sapienza di Roma".

Gli studi hanno influenzato i successi del piano a?"Tanto, perché ho sempre cercato di considerare gli errori non fallimenti ma risultati. Pure nell’esperienza di produttore è stata importante perché quando entri a contatto con le emotività degli artisti è utile avere gli strumenti per interpretarle".

La più grossa soddisfazione del Dario produttore?"Mi verrebbe da dire ‘Soldi’ di Mahmood, ma anche ‘Cenere’ di Lazza e diverse altre".

La più grossa del compositore-interprete?"Aver dato musica al Super Bowl, alle Olimpiadi, aver suonato nel deserto, l’esibizione all’Eurovision… ce ne sono tantissime".

Preferisce produrre canzoni estive o per Sanremo?"Sanremo. Perché il palco dell’Ariston ti permette di osare, di dare al brano forme e contenuti un po’ più consistenti e complessi di quanto non accada in estate. La vetrina festivaliera, infatti, tiene il pubblico incollato al video una settimana consentendogli di metabolizzare anche i passaggi più elaborati, mentre la hit estiva è legata ad un ascolto più spensierato e passivo".

Andrea Spinelli