
La protesta dei residenti contro l’elettrodotto nell’area del parco delle Carpugnane è sfociata in una petizione da oltre 250 firme
Si preannuncia ‘calda’ e non solo dal punto di vista climatico l’assemblea pubblica organizzata dal Comune sulla realizzazione dell’elettrodotto Colunga-Calenzano dopo le proteste, culminate in una petizione con oltre 250 firme, dei residenti nell’area del parco delle Carpugnane, a pochi metri da una serie di ‘piloni’ impattanti anche dal punto di vista paesaggistico. L’iniziativa, martedì 8 alle 21 al circolo La Fogliaia, vedrà fra l’altro l’intervento del sindaco Giuseppe Carovani e dell’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Sansone, oltre che di personale di Arpat che potrà esprimersi sul nodo, controverso, delle emissioni elettromagnetiche e dei ‘rischi’ dati dalla posizione dei sostegni sollevati nella petizione. L’incontro segue il dibattito sul progetto dell’elettrodotto, in corso di realizzazione a cura di Terna, avvenuto nella scorsa seduta del Consiglio comunale, in cui è stata approvata all’unanimità, con alcuni emendamenti, una mozione presentata dalla giunta comunale che fra l’altro, impegna il sindaco e la giunta "a promuovere l’apertura di un tavolo tecnico tra Comune, Tema, Arpat, Soprintendenza, Asl Toscana Centro e rappresentanti dei cittadini firmatari, per valutare la possibilità di apportare modifiche al progetto del nuovo elettrodotto per renderlo più compatibile col contesto residenziale e naturalistico dell’area Carpugnane".
Sulla vicenda interviene anche Monica Castro, capogruppo di FdI: "L’opera – dice - è praticamente già ultimata e non credo si possa fare qualcosa per cambiarla. Detto ciò penso che sia necessario un doppio monitoraggio. Da parte di Arpat ma anche di altri soggetti privati che potrebbero essere interpellati dai cittadini per avere più garanzie. Mi chiedo però dove è stato il Comune finora: negli ultimi 20 anni si è fatta una urbanizzazione selvaggia senza fare i conti con il futuro elettrodotto".