Crollo di Firenze, l’ipotesi: “La trave non era stata ancora fissata”

Le indagini sul crollo che ha ucciso cinque operai, di cui uno ancora disperso: “Sarebbe stata eseguita una gettata in cemento nel momento in cui l’ancoraggio del pesante manufatto doveva essere ancora completato”

Firenze, 18 febbraio 2024 – Emerge un’ipotesi nel crollo del cantiere di Firenze: che il gravissimo incidente con cinque morti di cui uno ancora disperso sia stato causato da un errore umano. Ovvero da uno sbaglio nel coordinamento delle ditte.

La trave pesante tonnellate crollata e che si è portata giù una parte della struttura sarebbe stata nel momento del crollo appoggiata ma non ancora spostata. Con la trave non ancora stabilizzata, un’altra ditta avrebbe avviato una colata di cemento all’ultimo piano provocando il crollo. Un possibile dunque errore di comunicazione.

In alto i fiori per le vittime. A sinistra in basso l'area del cantiere, a fianco la trave spezzata
In alto i fiori per le vittime. A sinistra in basso l'area del cantiere, a fianco la trave spezzata

Lo ricostruisce il Tgr Rai Abruzzo concentrandosi sulla sede abruzzese (ad Atri, provincia di Teramo) della Rdb, colosso del calcestruzzo con sede anche a Piacenza. Il personale della ditta abruzzese non aveva dunque ancora terminato il fissaggio quando c’è stata la colata.

Sono ipotesi che adesso dovranno essere confermate ma intanto la Polizia Postale ha svolto un’ispezione proprio alla sede abruzzese della Rdb acquisendo le carte dell’appalto con Esselunga. Nella ditta sono state eseguite immediatamente delle verifiche sul materiale prodotto, ma non risulterebbero anomalie. I vertici della Rdb al momento non sono indagati.

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