
Il sindaco Andrea Tagliaferri
Campi Bisenzio (Firenze), 29 agosto 2025 – Fervono i preparativi per il grande appuntamento del 6 e 7 settembre con “I giorni del Fierone. Campinfiera 2025” in programma nel parco di Villa Rucellai a Campi Bisenzio. Un ritorno alle origini, un'occasione per riscoprire i saperi contadini, i prodotti genuini e la convivialità di un tempo. Sabato e domenica il Comune in collaborazione A:R:A. Toscana organizza la prima edizione de "Il Tempo del Fierone": una festa agricola contemporanea all'interno della storica cornice della che per l'occasione tornerà a vivere come una vera e propria fattoria. Protagonisti dell'evento saranno il mercato di filiera corta, con produttori locali selezionati e bancarelle colme di eccellenze del territorio, e i cibi di strada, reinterpretazioni autentiche dello street food toscano e rurale, da gustare passeggiando tra gli spazi verdi della villa. L'iniziativa è pensata come un momento di festa aperto a tutti: famiglie, curiosi, amanti del buon cibo e delle tradizioni contadine.
La fattoria didattica
Oltre alla parte gastronomica, "Il Tempo del Fierone" offrirà laboratori, animazioni per bambini, incontri con i produttori per conoscere la storia agricola di Villa Rucellai e del suo territorio. "Con questa prima edizione – ha spiegato il sindaco Andrea Tagliaferri – vogliamo riportare per due giorni la villa al suo ruolo originario di centro pulsante della vita agricola, facendo incontrare passato e presente attorno a ciò che più ci unisce: il cibo, la terra e le relazioni umane". E non manca una grande novità dedicata alle famiglie e ai bambini. "Villa Rucellai non sarà solo un luogo di sapori – ha annunciato il sindaco Tagliaferri - ma si trasformerà in una vera e propria fattoria didattica a cielo aperto, pronta ad accogliere bambini, famiglie e curiosi con un ricco programma di attività coinvolgenti, creative e istruttive. Un viaggio nella manualità, nella natura e nei mestieri della tradizione contadina, attraverso laboratori interattivi ed esperienze pratiche pensate per imparare divertendosi".
Il programma dei laboratori
Ecco il programma dei laboratori previsti presso la fattoria didattica di villa Rucellai che sarà aperta dalle 10.30 alle 19. Mani in pasta: dal chicco di grano al pane ai biscotti alle tagliatelle; Piccoli cesari crescono: dal latte al formaggio; Dalle api al miele: dimostrazione di smielatura e arnia didattica; Cestaio per un giorno: intreccia il tuo cestino; Dal seme alla pianta: fiori e frutti antichi; Il battesimo della sella per tutti i bambini. "Sarà molto più di una festa -ha chiosato l'assessore Daniele Matteini – sarà un modo per celebrare le radici contadine del nostro territorio e proiettarle nel presente, con uno sguardo rivolto al futuro. In un momento in cui il legame con la terra rischia di perdersi, riportare qui un mercato di filiera corta, i mestieri tradizionali, i laboratori didattici e i sapori autentici significa rimettere al centro il valore della sostenibilità, dell'identità e del fare insieme. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo evento: è una scommessa che sa di tradizione ma parla il linguaggio dell'innovazione e della comunità".
Tradizione e innovazione
“Puntiamo a far tornare a Campi Bisenzio una grande tradizione perduta, quella della Fiera – spiega Matteini - che vantava una secolare tradizione interrottasi però a partire dagli anni Ottanta del’900. Negli ultimi quarant’anni alcuni sporadici tentativi (con bellissime edizioni realizzate dal Comune nel 2008 e 2009) hanno dimostrato la vitalità di questa manifestazione ma non hanno purtroppo creato le basi per un suo recupero continuativo. L’obbiettivo di CampinFiera è invece quello di rimodellare un format capace di ripetersi ogni anno e di diventare quindi parte integrante della nuova identità della città del terzo millennio”. Insomma tradizione in questo caso fa rima davvero con innovazione tant’è che al posto dell’esposizione del bestiame ecco spuntare un’innovativa fattoria didattica con tanto di laboratori per i più piccoli: “Ovviamente l’allevamento del bestiame a Campi Bisenzio non esiste più – spiega Matteini – per cui una mostra mercato di bestiame non avrebbe alcun senso: per questo abbiamo pensato di sfruttare un luogo unico come Villa Rucellai, che è stata nei secoli la fattoria più importante della nostra città, per creare un luogo unico, una fattoria didattica dove i bambini nel rispetto degli animali potranno fare esperienze bellissime come il “battesimo della sella” o la produzione di formaggio. Il tutto in un contesto in cui andremo a valorizzare le produzioni di filiera corta legate al territorio che fa riferimento al Bisenzio”.
La storia della manifestazione
Ma vediamo un po’ di storia della Fiera campigiana: esattamente 190 anni fa venne organizzata la prima edizione della Fiera annuale delle merci e del bestiame fissata per il martedì, mercoledì e giovedì dopo la prima domenica di agosto. Questa Fiera era lo specchio di una cittadina che stava crescendo sulle ali dello sviluppo dell’industria della paglia e fin da subito accanto al tradizionale mercato del bestiame si affiancò una vivacissima fiera mercato di ogni genere di merce supportata da un programma di attrazioni e di eventi con finalità benefiche che ne fecero fin da subito l’appuntamento clou della vita sociale campigiana.
Fin dal 1838 la Fiera venne arricchita da una corsa equestre “a cavalli sciolti” che si svolgeva lungo via Santo Stefano con un enorme successo di pubblico; il palazzo comunale veniva illuminato a festa e i tre giorni di fiera erano caratterizzati dalla Grande tombola di beneficienza che di volta in volta andava a premiare le associazioni locali impegnate nel settore sanitario o culturale. A partire dal primo Novecento, la Mostra zootecnica venne separata dal resto della Fiera che si svolgeva nelle piazze campigiane e collocata in via del Pratello, lungo le mura di Villa Rucellai. La Fiera mantenne la sua grande vitalità fino agli anni Sessanta del Novecento quando il progressivo declino dell’allevamento ma soprattutto l’affermarsi di nuovi stili di vita (con il periodo di agosto dedicato alle ferie di massa) cominciarono a rendere via via più marginale questo evento che andò così esaurendosi dopo un secolo e mezzo di assoluta centralità nella vita sociale campigiana.