Inflazione, carrello della spesa sempre più caro in Toscana. Ecco dove

In un anno il prezzo del pane è aumentato del 9%, il latte del 10%. Volano i prezzi di frutta e verdura. Grosseto la più cara per i prodotti alimentari

Un carrello della spesa (Ansa)
Un carrello della spesa (Ansa)

Firenze, 23 agosto 2023 – Basta fare la spesa in un qualunque supermercato per rendersene conto. I prezzi dei prodotti alimentari, anche di prima necessità, sono ancora molto alti. Per una spesa completa per due persone, che duri circa cinque giorni, si arriva facilmente a sborsare un centinaio di euro. Prezzi del tutto sproporzionati e sempre più insostenibili per chi ha uno stipendio medio.

A Firenze, ad esempio, secondo i dati dell'ufficio statistica del comune, il pane si paga oggi il 9 per cento in più di un anno fa, il latte e i formaggi quasi il 10 per cento in più. Per non parlare della frutta, che sfiora l'aumento del 18 per cento in un anno, e le verdure, al +15 per cento.

Un trend destinato probabilmente ad aumentare per gli effetti dei cambiamenti climatici e dei numerosi eventi estremi che hanno ridotto le disponibilità di ortofrutta, contemporaneamente ad un aumento della domanda.

D'estate aumenta anche il consumo di birra, che si paga il 9 per cento in più rispetto al luglio 2023. Alla fine, fare la spesa in un supermercato di Londra o in uno di Firenze, anche se si trovano cose diverse, si equivale, in termine di conto finale.

E il conto, salato, lo ha calcolato anche Coldiretti Toscana, che stima una maggiore spesa di 390 euro che le famiglie toscane hanno dovuto sostenere nei primi sette mesi del 2023, contro i 195 euro dello stesso periodo 2022.

Mediamente, in Toscana, l'inflazione annua sui prodotti alimentari si mantiene a due cifre, al 10,4 per cento, ma con un picco del 12,7 per cento a Grosseto. Seguono Livorno (+11,5%), Pistoia (+11,5%), Siena (+11,1%) e Massa Carrara (+11%). Subito sotto Lucca (+10,5%). Tre sono invece le province che mostrano un tasso inflazionistico per cibo e bevande inferiore alla media regionale: sono Firenze (+9,5%), Arezzo (+9,9%) e Pisa (+9,6%), che chiude la classifica.

“L’inflazione sta rallentando molto lentamente e questo determina il perdurare della lunga fase di sofferenza per le famiglie. Il tasso inflazionistico dei generi alimentari del mese è di poco superiore a quello di un anno fa, quando era al 10 per cento, dopo aver raggiunto lo scorso ottobre la vetta del 13,9 per cento. Gli effetti delle misure messe in campo, a partire dal rialzo dei tassi da parte della Bce, non hanno ancora prodotto risultati evidenti sui prezzi e quindi per le tasche delle famiglie che sono costrette a spendere di più per acquistare di meno. – spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana – A tenere ancora così alto il livello dell’inflazione sono diversi fattori che miscelati insieme danno vita alla tempesta perfetta: dalle ripercussioni dei numerosi eventi estremi sulla disponibilità di raccolti e produzioni agricole al caro gasolio le cui conseguenze sulla logistica arrivano a pesare anche un terzo del totale dei costi di frutta e verdura, dalle tensioni internazionali dovute alla guerra in Ucraina che destabilizzano i mercati finanziari fino alle speculazioni lungo la filiera che fanno anche triplicare i prezzi al consumo”.