“Firenze meretrice”. Hollberg, l’accusa e il dietrofront. Il ministro: “Valuto azioni da intraprendere”

Bufera sulle parole della direttrice della Galleria dell’Accademia. Nardella attacca: "Offese di gravità inaudita"

Cecilie Hollberg dal 2015 ad oggi ha guidato la Galleria dell’Accademia, la casa del David
Cecilie Hollberg dal 2015 ad oggi ha guidato la Galleria dell’Accademia, la casa del David

Firenze, 30 gennaio 2024 – ”Firenze meretrice”. E un fulmine taglia il cielo azzurro di un gennaio anomalo, dando fuoco ad accuse e polemiche. Le parole infelici escono dalla bocca di Cecilie Hollberg teutonica direttrice della Galleria dell’Accademia, il secondo museo di Firenze e tra i primi d’Italia. Custodisce l’originale David, capolavoro di Michelangelo. Il termine inopportuno fa uscire dai binari il discorso di Hollberg che, pure, ha una sua logica. E che lei, qualche ora dopo, si rimangia. Per tardivo ravvedimento oppure dopo averne osservato l’effetto devastante. "Una volta che la città è diventata meretrice, sarà difficile farla tornare vergine. Se non si mette adesso un freno assoluto, non vedo più speranza". Il riferimento è alla città in vendita, risucchiata nel vortice del turismo globale. Il concetto dell’ overtourism dibattuto e combattuto, per il quale il sindaco Dario Nardella ha tirato fuori dal cilindro una norma, dando lo stop a nuovi affitti turistici nel centro storico per tentare di tamponare la turistificazione con il congedo dei residenti fiorentini, ormai più rari dei pellirosse.

In un contesto politico dove i partiti sembrano organismi sempre più evanescenti, pare proprio che, a vario titolo, i tecnici, abbiano cominciato a prendere le redini di un gioco che talvolta li travolge. Cecilie ha poi fatto poi le corse per scusarsi. Dopo che dal mondo istituzionale – dal sindaco di Firenze al ministro della Cultura all’ex premier leader di Italia viva – si era levato un ruggito assordante. "Mi dispiace aver usato le parole sbagliate, lungi da me offendere i fiorentini che come me vivono quotidianamente questa città – ha voluto spiegare Hollberg qualche ora più tardi – Una città che amo, che ha ricambiato tutto il mio affetto e che ormai è la mia casa. Quello che intendevo dire è che Firenze deve essere testimone per tutta Italia di un turismo sempre più consapevole, non mordi e fuggi".

Con tre passi a Firenze, insomma, non si può conoscere il Rinascimento. E al Museo dell’Accademia non c’è solo il David. Questa era la sintesi, senza insulto. Ma nei tempi accelerati dai social dove chiunque pontifica sull’argomento del momento a prescindere, ormai quasi tutto è stato sdoganato. Insulti, parolacce e provocazioni, tra gaffe e ricerca di una ribalta, sono pane quotidiano. Spesso anche per una politica assurdamente litigiosa che sembra così voler sviare l’attenzione dai temi difficili da risolvere.

Hollberg ha fatto la sua critica. Non nuova nella zona dei direttori di musei. Già che il suo connazionale collega Eike Schmidt, che dalla direzione della Galleria degli Uffizi ha preso la via di Napoli alla guida del Museo di Capodimonte (tra parentesi, che a lei non sarebbe dispiaciuto affatto dirigere), aveva fatto i fuochi d’artificio. Tanto da farsi apprezzare dalle parti del centrodestra che ancora lo corteggia da candidato alla corsa per Palazzo Vecchio.

Sono tanti i tecnici che dicono la propria. Magari non per mettersi in politica, ma per affermare un pensiero non allineato. Non è nuova che un pezzo di mondo della cultura stia cominciando a smarcarsi da un’appartenenza acritica al centrosinistra. Hollberg era stata nominata dal ministro della Cultura Franceschini, l’attuale, Gennaro Sangiuliano è rimasto così seccato da sibilare che valuterà tutte le iniziative del caso. La sospenderà? "Reputo gravi e offensive la parole di Hollberg – dice il ministro – Firenze è una meravigliosa città che rappresenta una parte rilevante della nostra identità e storia nazionale. Offenderla significa colpire tutta l’Italia e i nostri sentimenti. La direttrice Hollberg rappresenta lo Stato e il patrimonio italiano e non può adoperare questo linguaggio".

Nel frattempo chi sperava che il leader di Italia viva Matteo Renzi cogliesse l’occasione per cavalcare lo scontento alimentando divisioni è rimasto un po’ deluso: Renzi ha chiesto a Sangiuliano dimissioni e scuse della direttrice. Il suo gruppo ha votato contro la delibera dello stop agli affitti turistici, ma questo è un altro paio di maniche. Anche la candidata Iv ora in campo per contendere il posto da sindaco, Stefania Saccardi, dice che il tema dell’overtourism c’è ma che non si affronta con approccio ideologico. Levata di scudi nel Pd. "Offesa di una gravità inaudita per tutti i fiorentini e per Firenze che dà lavoro a migliaia di persone, anche a lei", Nardella prende le difese della città. Vedremo cosa succederà. E chi sarà il prossimo.