GAIA PAPI
Cronaca

Marius, riparte l’ascensore: "Ci soffriva: ora è finita"

Parla la sorella del disabile rimasto chiuso nella casa popolare per un mese

Marius, il disabile rimasto bloccato

Marius, il disabile rimasto bloccato

"Non posso spiegarlo a parole. Mi stavo preoccupando che quest’estate Marius sarebbe rimasto ogni sera chiuso in casa. È stata una sofferenza anche doverci esporre così, per una situazione che si poteva risolvere senza tutto questo clamore. Ma va bene... l’importante è che tutto sia finito". La voce di Diana, la sorella di Marius, il ragazzo disabile di 32 anni rimasto bloccato in casa per oltre un mese a causa dell’ascensore guasto in un palazzo di edilizia popolare ad Arezzo, è un misto di sollievo e amarezza. La fine dell’incubo è arrivata ieri mattina, con la riparazione definitiva dell’impianto. Un guasto che si sarebbe potuto risolvere in venti minuti e che, invece, è andato avanti per oltre trenta giorni. Un’attesa fatta di telefonate, promesse, rimpalli tra ditte e enti, silenzi esasperanti e un ragazzo ostaggio del secondo piano. Fino a quando Arezzo Casa, l’ente gestore dell’immobile, ha deciso di intervenire con decisione. "Siamo rimasti nel mezzo – racconta il direttore Fabrizio Raffaelli – tra una ditta di manutenzione, la ThyssenKrupp, che non ci forniva risposte concrete, e inquilini sempre più esasperati. Alla fine, su nostra forte sollecitazione, è intervenuta la ditta costruttrice dell’impianto, la Baldini. Abbiamo fatto una telefonata diretta, rappresentando la gravità della situazione e chiedendo una risoluzione immediata". Venerdì scorso, infatti, Arezzo Casa ha contattato direttamente Baldini, bypassando ogni intermediazione. La risposta è stata rapida: ieri mattina alle 8:30 i tecnici erano sul posto, con due pezzi di ricambio – la resistenza e l’inverter – pronti per ogni eventualità. E l’intervento ha funzionato. "Sapevano dove mettere le mani – spiega Raffaelli – e hanno risolto tutto in una manciata di minuti. Insieme a loro era presente anche il manutentore di Thyssen". Quello che ha fatto la differenza, alla fine, è stato un atto di responsabilità. Non era un guasto di quelli impossibili da diagnosticare: solo un intervento che avrebbe potuto essere svolto con tempestività. Ora si volta pagina, anche se resta l’amarezza di un’attesa troppo lunga. Ma Marius si sta già pregustando il Saracino di settembre in piazza. Ga.P.