Pasqua sul mare, arriva la delibera: "Bagni sempre aperti. A scelta dei gestori"

Ma la somministrazione con licenza stagionale richiede l’autorizzazione. Asl Meciani: "Salta lo sconto Tari del 33% che vale in media 2.500 euro a testa"

Viareggio, 21 marzo 2024 – Tanto rumore per nulla. A Pasqua gli stabilimenti che vorranno stare aperti potranno farlo. Anche con bar e ristoranti attivi con licenza stagionale. Ovviamente, ça va sans dire , devono avere le autorizzazioni in regola. Anche quelle sanitarie. Comunque venerdì in giunta sarà discussa una proposta di delibera che anticipa l’apertura della stagione balneare al 30 marzo.

Per le licenze annuali di somministrazione, nulla quaestio. Caso mai l’interpretazione delle norme le norme è diventata più stretta, 30 anni dopo la "guerra degli spaghetti" che scoppiò ai tempi della giunta di Andrea Palestini (assessore al commercio era il democristiano Endro Picchi: tre vite fa, visto che i giovanissimi manco sanno che era la Dc).

È l’interpretazione del nuovo dirigente del Suap Fabiano Tazioli. Lo stesso che fece multare i bagni aperti a Carnevale. "Anche se con la delibera un bagno può aprire il 30 marzo – afferma l’assessore Alessandro Meciani, balneare egli stesso – l’atto non incide automaticamente sulla somministrazione. La licenza di somministrazione stagionale, come è emerso dalla riunione col dirigente, vale dal 15 aprile al 15 ottobre.

Per estenderla, per esempio a Pasqua, serve il parere dell’Asl per ampliare la vigenza dell’autorizzazione sanitaria. Nessuno aveva posto tanta attenzione al tema, il dirigente Fazioli ne ha fatto un’interpretazione letterale".

Dunque, negli ultimi 30 anni, chi ha aperto la cucina prima del 15 aprile era in contravvenzione, e Comune e Asl non sono mai intervenuti? È un bel rebus forse risolvibile col latinorum: summum ius, summa iniuria ? Perché fino all’anno scorso è sempre stato detto che la ristorazione stagionale è accessoria all’attività principale, cioè la balneazione (con anche le cure elioterapiche, abbronzatura senza bagnino).

Meciani avvolge di più la matassa: "Spesso i bagni fanno somministrazione in verande e gazebi che hanno titolo edilizio solo per la stagione, non possono essere montati fuori dal periodo 15 aprile-15 ottobre. E poi se i bagni aprissero il 30 marzo, cadrebbe il presupposto per lo sconto del 33% della Tari annua, che vale in media 2.500 euro ad azienda". Caspiterina. Quei 2.500 euro sono il costo di un ombrellone con cabina stagionali in un bagno popolare in Darsena...

Così i balneari, temendo di andare falliti con queste spese, si arrovellano e si riuniscono col Comune. "Abbiamo predisposto la delibera – interviene il sindaco Giorgio Del Ghingaro – perché richiesti dai balneari. Se si approva, cambia il calcolo della Tari per tutti. Poi i bagni possono aprire per cure elioterapiche in ogni momento dell’anno, ma se vogliono fare anche ristorazione con la licenza stagionale serve una nuova autorizzazione dell’Asl. Che magari la rilascia con semplice richiesta". Del resto, cucinare con fiamma viva e somministrare per una settimana o per un anno, ha comunque dei requisiti base che non crescono per una settimana in più. E comunque la data della Pasqua non è stata decisa ieri: ogni imprenditore fa i suoi conti e programma l’attività come vuole.

La questione, secondo Meciani, riguarda 9 bagni (con licenza stagionale) su 10: "Quanto alle cure elioterapiche, la Capitaneria le consente sempre, con bandiera gialla e rossa. Però, dal 15 aprile fino al 15 giugno, nei festivi e prefestivi ci deve essere il bagnino, che diventa fisso per la balneazione vera e propria".

L’aspetto chiave della questione è che quest’anno, a Pasqua, Viareggio rischia di presentarsi molto sotto tono con le spiagge chiuse. C’è anche l’incertezza del meteo. Ma chi possiede aziende quotate in milioni, aveva tempi e mezzi per adeguarsi alle leggi.