CHIARA CASELLI
Cronaca

L’arte che incontra l’arte. Mitoraj e la musica eterna. Prende vita Manon Lescaut

Due grandi volti blu faranno da scenografia come nel 2002 all’ultima opera in calendario. Domani sera la ‘prima’ forse più attesa con la direzione affidata a Daniele De Plano.

Due grandi volti blu faranno da scenografia come nel 2002 all’ultima opera in calendario. Domani sera la ‘prima’ forse più attesa con la direzione affidata a Daniele De Plano.

Due grandi volti blu faranno da scenografia come nel 2002 all’ultima opera in calendario. Domani sera la ‘prima’ forse più attesa con la direzione affidata a Daniele De Plano.

Due grandi volti blu, uno femminile, l’altro maschile, campeggiano sul palcoscenico del Gran Teatro Puccini di Torre del Lago: simboleggiano Manon e Des Grieux. Come ultimo e atteso debutto, domani sera alle 21.15, il cartellone del 71° Festival Puccini porta in scena Manon Lescaut nella suggestiva produzione del 2002, diretta, allora come oggi, da Daniele De Plano con le scene ed i costumi di Igor Mitoraj, il grande artista scomparso nel 2014, ripresi per l’occasione da Luca Pizzi e Cristina Da Rold. I giganteschi profili dialogano idealmente nello spazio scenico con la tragedia di Manon, delineando uno spazio metafisico e sospeso in un’atmosfera atemporale, secondo una regia solenne che punta sull’impatto visivo delle forme e sulla loro carica simbolica, trasformando la vicenda in una parabola universale di caduta e perdizione.

Il maestro viareggino Valerio Galli guida Orchestra e Coro del festival, e un cast stellare: Maria José Siri debutta al Gran Teatro nel ruolo della protagonista, accanto a Luciano Ganci che invece torna a calcare un palcoscenico a lui familiare nelle vesti di Des Grieux, mentre Claudio Sgura è Lescaut. Negli altri ruoli, Giacomo Prestia (Geronte di Ravoir), Paolo Antognetti (Edmondo), Matteo Mollica (L’oste), Alessandra Della Croce (Un musico), Nicola Pamio (Il maestro di ballo), Manuel Pierattelli (Un lampionaio), Roberto Rabasco (Sergente degli arcieri), Omar Cepparolli (Il comandante di marina).

"Manon Lescaut – scrive Daniele De Plano – torna nel Teatro a cui sono, in assoluto, più legato, con le scene e i costumi di Igor Mitoraj, amico, maestro e fonte di ispirazione perpetua del mio agire artistico. Questa la sfida, questa la mia ansia. Ora come allora un’ansia costruttiva, quella che muove a tirare le fila di un discorso più grande di una messa in scena, un discorso che riguarda il concetto stesso di Arte e in cui i protagonisti dell’opera sono archetipi". "Era il 2002 – ricorda Luca Pizzi – e per Igor Mitoraj era arrivato il momento di scolpire l’opera, di far vedere, oltre che sentire, Puccini, restituendolo attraverso i suoi occhi. Così il maestro, nel mettere in scena la Manon Lescaut, ha unito la sua arte con quella di Puccini, confondendole in un unicum attuale ancora oggi e decidendo di portare le sue sculture sul palcoscenico. Ventitre anni fa ero il suo assistente scenografo, oggi ho l’onore e la responsabilità di rimetterlo in scena, ma adattandolo alle esigenze di palco del nuovo teatro e velocizzando i cambi di scena. Mitoraj riuscirà ancora a parlare a ciascuno di noi, toccandoci nel profondo. Quella delle sue opere è una bellezza eterna: ha scolpito l’opera ma anche il tempo, continuando ad essere presente con la sua arte".

Manon Lescaut tornerà in scena il 6 settembre come titolo conclusivo del 71° Festival Puccini.

Chiara Caselli