DANIELE MASSEGLIA
Cronaca

Il degrado diventa arte. Lera dipinge un murale su una parete abbandonata

L’architetto ha impresso simboli arcaici come fossero incisioni rupestri. La performance in via Stagi giunge a conclusione della mostra alla Nag gallery.

Tiziano Lera (a sinistra) e il titolare della Nag gallery Vincenzo Nobile davanti alla parete su cui sono stati realizzati i disegni

Tiziano Lera (a sinistra) e il titolare della Nag gallery Vincenzo Nobile davanti alla parete su cui sono stati realizzati i disegni

La pioggia ha cancellato alcuni simboli che da giorni i passanti avevano inziato ad ammirare, sorpresi da quel grande murale che ricorda le antiche incisioni rupestri. Il degrado che si trasforma in arte, verrebbe da dire osservando i disegni di "Pareidolia" che l’architetto, scultore e pittore Tiziano Lera ha inciso sulla parete di via Stagi dirimpettaia alla Nag gallery, dove oggi alle 19 ci sarà il finissage della mostra di Lera "Apotropia" (in agenda fino a domani). Nessun blitz artistico: Lera e il titolare della Nag Vincenzo Nobile hanno concordato la performance con il proprietario della parete.

"I visitatori – spiega Nobile – sono rimasti incantati da questo omaggio di Lera a Pietrasanta attraverso la sua arte apotropaica composta da opere propiziatorie come la ’Coccinella’ portafortuna, la ’Lacrima di Michelangelo’ o il cappello decorato con salamandre per allontanare l’energia negativa. In veste di artista-sciamano, Lera si è lasciato suggestionare da questo muro ammalorato dal tempo, ma denso di stimoli e richiami archetipici. ’Pareidolia’ è la capacità di vedere quello che non c’è ed è l’ultima opera che Lera regala alla Piccola Atene". E così tra le screpolature dell’intonaco è nato un profilo di donna, tra le macchie di umidità del muro ora c’è Eolo che soffia il fuoco del drago, fino al bimbo con l’aquilone, la barca in mare aperto e tanti altri dettagli che la pioggia, come detto, ha cancellato solo in parte. Tra cui anche Michelangelo, figura dietro la quale si cela un aneddoto raccontato dallo stesso Lera.

"Vengo dalla fonderia d’arte ’Lera’ di Lucca, esistente dal 1400 – spiega – e ricordo che a soli dieci anni a mio babbo dissi di voler scolpire il marmo visto che il bronzo lo conoscevo bene. Mi iscrisse all’istituto d’arte ’Stagi’ di Pietrasanta, periodo in cui i miei amici mi portavano a visitare luoghi incredibili. Il più magico era il greto del fiume di Seravezza, dove raccoglievo le marmorine rotonde di statuario, di un bianco accecante, con cui facevo tutti i tipi di giochi e combinazioni. Il mio professore Miozzo mi disse che Michelangelo sull’Altissimo voleva fare una grande scultura e che i ciotoli potevano essere pezzi suoi lavorati e trasportati dal fiume. Questo mi impressionò tanto: da allora i ciotoli sono parte integrante del mio creare artisticamente. Quindi onore al marmo, viva la seconda vita della materia più nobile dell’arte".

Daniele Masseglia