L’Umbria che torna a tremare, "scosse così forti ad Allerona? Mai avute da almeno mille anni"

Michele Arcaleni, geologo dell’Osservatorio ‘Bina’ di Perugia, non esclude una qualche ’influenza’ tra il sisma che ha colpito l’Orvietano e lo sciame che in nottata ha investito il territorio spoletino

Michele Arcaleni, geologo dell’Osservatorio ‘Bina’ di Perugia,

Michele Arcaleni, geologo dell’Osservatorio ‘Bina’ di Perugia,

Perugia, 8 dicembre 2023 – «Correlazione fra i terremoti di Orvieto e Spoleto? Non c’è una faglia che colleghi direttamente questi due siti, ma non è da escludere che il 3.8 di Allerona abbia provocato un’azione di ‘disturbo’ che potrebbe aver provocato il sisma nello Spoletino".

Michele Arcaleni, geologo dell’Osservatorio sismico ‘Bina’ di Perugia, non esclude che una qualche ‘influenza’ fra i due terremoti possa esserci.

«Nel 1997 ricorda – dopo le scosse a Gualdo, ci fu un terremoto anche a San Sepolcro e anche lì non esiste una faglia che colleghi le due zone, ma anche allora ipotizzammo quello che io chiamo azione di ‘disturbo’, cioè quando un terremoto forte può sollecitare ‘movimenti’ in zone non lontanissime".

Arcaleni, insieme al direttore del "Bina", Padre Martino Siciliani ("ha passato la notte in bianco") e agli altri colleghi, tiene d’occhio minuto per minuto la situazione.

«Dall’altra sera spiega il geologo –con i nostri strumenti monitoriamo costantemente il territorio e trasmettiamo poi i dati all’Ingv. Diciamo subito che ad Allerona negli ultimi mille anni non si erano mai verificate scosse telluriche di tale rilevanza, un fenomeno che in qualche modo ci ha sorpresi"

Ma poi rassicura, pur con tutte le ovvie cautele del caso: "Non riteniamo comunque si tratti di una ‘struttura’ importante e a nostro avviso non dovrebbero esserci altri eventi di rilievo nelle prossime ore, nei prossimi giorni".

Poi c’è il sisma nell’area dello Spoletino.

"L’evento è molto vicino alla città per questo desta molto spavento – spiega Arcaleni – la gente lo avverte molto bene: se fosse stato di un paio di chilometri più distante, pur con la stessa magnitudo (3.0, ndr) non ci sarebbe stato questo allarme".

La domanda in questi casi si ripete: sono possibili fenomeni anche più importanti? E poi: certe scosse possono essere premonitrici di qualcosa di diverso?

«Nel 99% dei casi i terremoti, dopo la scossa iniziale, hanno magnitudo che sono inferiori. Certo, nel ‘97 le prime scosse a Colfiorito arrivarono il 4 settembre e venti giorni dopo ci fu quel sisma che tutti ricordiamo. Di certezze assolute quindi come sempre quando parliamo di terremoto non ce ne sono".

Michele Nucci