
A Città della Pieve da 35 settimane, ogni domenica alle 12, i rintocchi si fermano. Ma è polemica sulla mancata esposizione della bandiera palestinese in Comune.
Da trentacinque settimane, ogni domenica a mezzogiorno, i rintocchi del campanile di Piazza del Plebiscito si fermano nel silenzio della comunità. Un minuto sospeso, nato dal dolore delle immagini arrivate da Gaza, che ha trasformato un borgo umbro in un presidio di pace. Un’iniziativa promossa da Città della Pieve Viva, Donne La Rosa, Centro Anti Violenza (CAV) e Arci Note, con i portavoce Livia Giuggioli Firth e Carmine Pugliese, che ha raccolto di settimana in settimana un consenso crescente. È un gesto civile, senza partiti né schieramenti, che ha portato anche alla richiesta formale dei gruppi consiliari Insieme per Città della Pieve e Cambiamo: esporre la bandiera palestinese dal balcone del Municipio come segno concreto di vicinanza e solidarietà a un popolo colpito da un conflitto che continua a mietere vittime civili, donne e bambini.
La risposta del sindaco Fausto Risini è arrivata pochi giorni fa: no alla bandiera sul Palazzo Comunale. Nella nota ufficiale, il primo cittadino richiama le disposizioni del Cerimoniale di Stato, che escludono la possibilità di esporre bandiere straniere sugli edifici pubblici se non in occasioni autorizzate. In alternativa, Risini ha proposto ai gruppi consiliari la sottoscrizione di un documento condiviso di solidarietà verso il popolo palestinese. Una soluzione che però non ha convinto le minoranze.
Nel comunicato diffuso il 28 agosto, i consiglieri Marco Cannoni, Raffaele Parbono, Nicoletta Conciarelli e Lucia Fatichenti parlano apertamente di "rinvio politico" e accusano la maggioranza di mancare di coraggio: "Molti Comuni umbri e la stessa Regione hanno già esposto la bandiera palestinese senza attendere pareri prefettizi. La scelta di Città della Pieve è un palliativo, una maniera per mettersi a posto la coscienza senza compiere un gesto simbolico concreto".
La polemica, dunque, è aperta. Da una parte la forza simbolica di un’iniziativa che da mesi tiene viva l’attenzione sulla guerra e che ogni domenica ricorda la fragilità della pace. Dall’altra, la prudenza istituzionale del sindaco, che preferisce la via della dichiarazione scritta a quella del gesto pubblico. Intanto, domenica prossima alle dodici in punto, i rintocchi del campanile torneranno a scandire il silenzio collettivo. E la piazza, ancora una volta, si colorerà soltanto di bandiere tenute fra le mani: perché a Città della Pieve, la pace continua a essere vissuta come una responsabilità quotidiana.
Sara Minciaroni