
La realtà guidata da Giuseppe Giambrone ospita dal 2014 atleti di valore internazionale "Il mio è un progetto tecnico, non c’entra la politica: la nostra idea è un unicum mondiale".
"Per favore precisi una cosa: questo è un progetto tecnico, la politica non c’entra niente". Giuseppe Giambrone è di ritorno da Zurigo, dove Mohamed Amin Jhinaoui ha disputato i 3000 siepi, gara che ripeterà ai Mondiali sperando di migliorare il settimo posto ottenuto comunque in una competizione di valore altissimo. È lui l’inventore del Tuscany Camp, venticinque atleti di livello internazionale che fanno base a San Rocco, dove vivono nella settecentesca Villa Ucciano, per poi allenarsi tra le campagne del territorio di Sovicille, il campo scuola a Siena, qualche incursione sull’Amiata alla ricerca del fresco. Ed è lui che ha dato lo spunto per quel progetto di centro sportivo che guarda ad Ampugnano come soluzione alternativa rispetto al rilancio della destinazione aeroportuale.
Nei giorni scorsi dalla federazione atletica cinese è arrivata una lettera al Comune di Sovicille nella quale, in sostanza, si annuncia che in caso di realizzazione di un polo sportivo, i propri atleti potrebbero svolgere qui parte della preparazione alle Olimpiadi del 2028. Ponte per l’interessamento, sempre Giambrone, che è responsabile dei tecnici cinesi dell’atletica.
"Per il nostro Comune è un motivo di orgoglio – osserva il sindaco Giuseppe Gugliotti –, un’attenzione che testimonia il valore della nostra proposta". Ma perché la Cina, in tutto il mondo, dovrebbe guardare proprio dalle parti di Sovicille? Perché c’è un suo tecnico di solida reputazione internazionale come Giambrone, certo, ma non solo. "Il nostro progetto – spiega – già adesso consente di essere un unicum, perché riunisce tanti atleti di altissimo livello che vivono insieme, il collegamento con l’Università e il mondo della ricerca, la qualità della vita. Servono le infrastrutture: avevamo chiuso con la federazione dell’Arabia Saudita per due mesi di allenamento, quaranta persone che sarebbero state qua fisse più i vari ospiti, poi è saltato tutto perché il direttore tecnico non voleva far fare agli atleti due volte avanti e indietro con il campo scuola di Siena...".
Qui si allenano tra gli altri Oscar Chelimo, bronzo ai mondiali 2023, Yoannes Chiappinelli, il senese che punta in alto con la maratona. "Stiamo aspettando le convocazioni – afferma Giambrone – ma dal Tuscany Camp andranno ai mondiali tra otto e dieci atleti". Dalla piana di Orgia a Tokyo, dal campo scuola agli stadi da decine di migliaia di spettatori. "Da quanto siamo entrati nel raggio della sponsorizzazione di On – afferma Giambrone – le nostre potenzialità sono ovviamente aumentate. Si è interessata la federazione del Qatar, è arrivata ora questa lettera dalla Cina, puntiamo a diventare Centro federale italiano. Il potenziale è enorme".
La Cina, appunto, nazione da un miliardo e mezzo di abitanti che nell’atletica è ancora vicina all’anno zero. "Abbiamo avviato un progetto con i giovani di 14-17, io lavoro sulla selezione per scovare nuovi talenti – dice Giambrone –, vado un paio di volte all’anno e poi lascio sul campo i miei collaboratori". Un contatto che potrebbe sfociare in un rapporto più stretto, se dovesse andare avanti il progetto del centro sportivo. "Ma mi raccomando, io parlo solo dell’operazione tecnica di richiamo internazionale, il cui valore è innegabile, sul quale spero ci possa essere unità di intenti", dice Giambrone. Ma sul futuro dell’area aeroportuale, il dibattito tra opposte visioni è destinato a non concludersi tanto facilmente.