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Il ritorno di Velluto: "Vado dove mi chiamano. Chissà che non debba fare il jolly ad agosto"

Il fantino ha scontato la squalifica per Provenzano: pronto a correre "Qualcuno dice che a 45 anni ho ancora pochi colpi da sparare?. Forse, ma sono caricati buoni e non a salve, tanto per fare".

di Laura Valdesi

SIENA

Sarà l’undicesima volta al canape per Velluto, il 16 agosto. La prima, dopo molti anni, che lo vedrà al centro delle strategie. E con la possibilità di montare un cavallo con cui provare a dare un’altra zampata, dopo il successo nella Lupa di un anno fa.

Dino Pes, subito dopo il Palio di squalifica che non ti ha consentito di correre l’ultimo Provenzano, hai detto che non sarebbe poi stato così duro attendere agosto.

"Infatti, ribadisco, una cosa tranquilla perché ho aspettato tanti anni prima di riavere un giubbetto. Alla fine l’avevo messa nel conto. E’ passato svelto il tempo. E l’ultimo Palio l’ho visto a casa con la famiglia".

Andiamo per ordine: com’è stata l’estrazione a sorte?

"Non ho chiusure da parte di nessuno, essendo stato fuori dai giochi così a lungo. Per quanto mi riguarda, basta che ci sia lo spazio da qualche parte. Vado dove c’è la possibilità".

C’è qualche rumors sulla Pantera: ci potresti andare?

"Certo, eccome. Come ho detto prima, non ho avuto modo di scontentare nessuno. Sono libero di montare da tutte le parti, davvero. Chiaro, comunque, che per farlo bisogna che ti chiamino. Puoddarsi che in questo Palio debba fare il jolly".

Con il Leocorno, che torna in Piazza, avevi corso il penultimo Palio, nel 2017. E’ rimasto un rapporto?

"Certo, però sono stato squalificato a luglio 2025, prima non lo ero".

Tittia ha vinto l’11° Palio e proverà a fare cappotto: Velluto sarà l’anti-Atzeni?

"No, no. Come ho sempre detto non sono l’anti-nessuno ma faccio solo per Dino. A volte uno si trova nelle situazioni con le nemiche e devi fare un tipo di Palio".

A proposito: potresti tornare in una Contrada con la rivale?

"Torno a quanto già detto sopra, da parte mia nessun problema. Chiaro che molte, in linea generale, hanno il fantino di riferimento".

A luglio sei stato in palco a vedere le prove all’alba: studiati bene i cavalli per l’Assunta? Servirà visto che diversi di Provenzano mancheranno.

"Sempre andato con i ragazzi all’alba. I cavalli li vedi in piste diverse, quando arrivano lì è tutta un’altra situazione. Importante per guardare e farsi un’idea".

Mancheranno i cavalli?

"Se la macchina funziona, partendo da più di 100 nomi devi trovare i cavalli per agosto. Altrimenti la macchina non funziona".

Potrebbe esserci qualche ulteriore debuttante?

"Ci sta".

Benitos sicuramente sarà disponibile, dopo il piccolo infortunio nel paddock: lo rimonteresti?

"Molto, molto volentieri. Mi hanno sempre insegnato di cercare di montare i migliori. Se si perde si discuterà dopo ma è più facile farci bene".

Cosa pensi del mossiere Bircolotti?

"Ormai lo conosciamo, quindi c’è da dire ben poco. Se uno è sempre presente in quasi tutti i palii vuol dire che male non fa".

La vittoria nella Lupa cosa ha cambiato nella tua vita personale e familiare?

"Nulla a parte la gioia, è evidente, per il successo. Dobbiamo lavorare duro e andare avanti".

I tuoi figli non sono orgogliosi di babbo Dino?

"Siamo una famiglia molto tranquilla e lineare, le cose ognuno se le tiene per sé".

Hai paura di ritrovarti ’solo’ in questo Palio?

"Alla fine quando esci dall’Entrone siamo un fantino e un cavallo. E chi vuole onorare il giubbetto di una Contrada non è che ha grandi amicizie, far bene piace a tutti. L’importante è esserci".

Fioretto niente vero?

"No, niente. La spinta me la dà la situazione in cui monti, l’accoglienza, come stai in Contrada e come riesci a lavorare".

Pronto a fare il Palio, sia in attacco che in difesa?

"Pronto a fare il Palio".

A chi dice che Dino, a 45 anni, ha ancor pochi colpi da sparare?

"Finché mi sento così vado avanti. Sono onesto, i colpi non sono tanti ma sono caricati buoni e non a salve, tanto per fare".