ANGELA LOMBARDO
Cronaca

Riflessioni sull’orrore . La sindaca per Gaza:: "Morte, dolore: scegliamo di non voltare lo guardo"

L’accorato intervento di Cristina Ponzanelli e quello del presidente Corradino. L’assessore Giampedrone ha chiesto un applauso per gli invisibili delle guerre. contro le quali un gruppo di attivisti stava manifestando fuori dal tendone .

L’accorato intervento di Cristina Ponzanelli e quello del presidente Corradino. L’assessore Giampedrone ha chiesto un applauso per gli invisibili delle guerre. contro le quali un gruppo di attivisti stava manifestando fuori dal tendone .

L’accorato intervento di Cristina Ponzanelli e quello del presidente Corradino. L’assessore Giampedrone ha chiesto un applauso per gli invisibili delle guerre. contro le quali un gruppo di attivisti stava manifestando fuori dal tendone .

"I giorni del Festival saranno un tempo collettivo di creatività, ascolto e confronto, in cui affronteremo il tema dell’invisibile. Una sfida sottile e potente perché l’invisibile è ovunque, una dimensione immensamente più grande di cio` che percepiamo, ma è anche quello che colpevolmente scegliamo di non vedere. Scegliamo sempre di guardare davvero! Pensiamo a cosa passa sotto i nostri occhi da mesi: Gaza distrutta, morte, dolore. Scegliamo di non voltare lo guardo. La protezione dei civili, dei bambini non e` mai negoziabile: solo dove si protegge la vita puo` nascere la speranza". È stato accorato il saluto che la sindaca di Sarzana Cristina Ponzanelli ha rivolto ieri alle centinaia di intervenuti all’apertura ufficiale della XXII edizione del Festival della Mente dedicato quest’anno all’invisibile. "Un concetto - ha aggiunto Andrea Corradino, presidente di Fondazione Carispezia - che invita a riflettere su ciò che dà sostanza alla vita collettiva, pur restando spesso nascosto. I festival culturali sono infrastrutture fondamentali per le comunità: uniscono generazioni, stimolano il pensiero critico e rafforzano il senso di appartenenza".

L’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone ha esordito chiedendo un applauso per gli invisibili delle guerre contro le quali un gruppo di attivisti ha manifestato fuori dal tendone di piazza Matteotti, in occasione dell’apertura della kermesse: si trattava del coordinamento Restiamo umani - Riconvertiamo Sea Future che ha accolto pubblico e relatore al grido di ’Palestina libera’. "Aprendo a riflessioni profonde su conoscenza, paure, immaginazione e nuove frontiere della tecnologia - ha proseguito - Sarzana si conferma città viva di cultura e prospettive, e lo fa con un festival che guarda al futuro rinnovando ogni anno la sua capacità di attrarre idee, talenti e pubblico". Immancabile da parte dei tre rappresentanti istituzionali, il richiamo alla candidatura di Sarzana a Capitale italiana della Cultura 2028.

Ad entrare nel merito della scelta del tema del festival, l’invisbile, è stata, ovviamente, la direttrice Benedetta Marietti: "L’idea l’ho avuta leggendo un brano della scrittrice e saggista Arundhati Roy in cui dice: "Quel che sta accadendo nel mondo va, al momento, al di là del regno della comprensione umana. Sono gli scrittori, i poeti, gli artisti, - e gli scienziati, gli storici, i filosofi, gli antropologi aggiungo io - che possono stabilire i collegamenti, che possono trovare il modo di riportarlo nel regno della comprensione comune". In questi tempi bui, cosa possiamo fare per guardare al futuro con desiderio e speranza? Una possibile risposta - ha proseguito Marietti - arriva sempre da Arundhati Roy: "Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai quelle semplici. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare".

E conclusi i saluti istituzionali, per aiutare il pubblico a puntare lo sguardo dove serve e cercare di capire il mondo che ci circonda, la parola è passata a Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni Internazionali all’Università Bocconi di Milano, con la sua lectio magistralis "La rivoluzione invisibile di Trump". Certo accostare il nome Donald Trump alla parola invisibile sembra un paradosso. Fin dalle prime ore del suo insediamento, l’esuberante 47° presidente degli Stati Uniti d’America ha iniziato a firmare decreti esecutivi a raffica, a lanciarsi in intimidazioni, tagli e vendette, con posizioni ondivaghe e contraddittorie che non sempre fanno capire da che parte stia veramente. Ma è proprio a causa di tutto questo rumore, ha spiegato Magri, che rischiamo di perdere di vista l’invisibile. Quelle crepe, sottili ma crescenti, che attraversano sia l’ordine fondativo del sistema americano, la più grande democrazia del mondo, sia l’ordine internazionale.

Alina Lombardo