
Una delle riunioni del Tavolo del distretto. di marzo scorso
Il Tavolo del distretto si sarebbe dovuto riunire il 30 giugno prossimo, di mattina. All’ordine del giorno, tanti temi, tutti importanti e rappresentativi di quanto l’organismo si è dato da fare, avviando progetti a favore del distretto; organismo che dopo una paio di anni di assestamento aveva trovato una sua identità con il coordinamento del Comune di Prato. Adesso è tutto fermo. O meglio, diciamo, sospeso a data da destinarsi: l’appuntamento di lunedì, in cui si sarebbe dovuto parlare dello stato di avanzamento dei progetti del finanziamento dei 10 milioni del Governo Draghi, un follow up sulla missione a Bruxelles oltre ad un aggiornamento sul progetto pilota Next Zero District e sull’accordo con la Regione Toscana per rafforzare la presenza di Prato allo sportello europeo in vista delle nuove normative sul tessile, è stato annullato. Ma la Prato laboriosa e creativa non intende buttare la spugna: il Tavolo del distretto non si deve fermare, anche se c’è chi invita ad aspettare, a vedere l’evoluzione della bufera giudiziaria e l’arrivo del commissario (si parla addirittura di tre commissari) a partire dal 10 luglio prossimo.
Inutile negare che non ci sia molta preoccupazione intorno alla sorte del Tavolo del distretto e dei progetti in parte avviati e in parte da far partire. Tante le ipotesi circolate dal momento che è venuto meno il coordinamento del Comune, anche la possibilità di procedere con l’autoconvocazione. "La città di Prato ha bisogno urgentemente di una guida. Nel quadro delle previsioni normative è auspicabile trovare una soluzione che dia nuovamente una governance politica alla città". A dirlo è Emiliano Melani, presidente Cna Toscana Centro. E aggiunge: "Sono tante le questioni aperte su tavolo che riguardano le imprese, i cittadini, e la tenuta stessa del distretto, anche per il peso internazionale che la filiera tessile riveste: dalle grandi opere infrastrutturali per la città, all’operatività del tavolo di distretto. In previsione delle regionali auspichiamo che sia possibile concentrare l’appuntamento con le urne in un unico election day".
Sul fronte sindacale "la situazione che si è venuta a creare genera in tutti noi una forte preoccupazione per il futuro del Tavolo del distretto – esordisce Fabio Franchi, segretario generale della Cisl Firenze Prato – . È importante non dimenticare che il ‘Tavolo’ è il frutto di un protocollo tra Comune, Cgil, Cisl, Uil e le associazioni datoriali Cna, Confartigianato e Confindustria, che testimonia una visione sistemica e una condivisione comune: un valore aggiunto, raro in questi tempi di contrapposizione a prescindere". Il timore di Franchi è che "il commissariamento del Comune potrebbe bloccare attività fondamentali, sia operative che istituzionali che erano state messe in atto con l’ultimo l’incontro a Bruxelles con gli europarlamentari" e suggerisce che "sia fondamentale non interrompere quel percorso. Sono certo che questa sia anche la volontà di tutte le parti firmatarie del protocollo".
Sulla stessa frequenza anche Juri Meneghetti, segretario della Filctem Cgil Prato Pistoia: "L’attività deve proseguire, il distretto non può essere abbandonato. Come fare? Si potrebbe individuare una formula per portarlo avanti, i lavori sono tanti e sono tutti importanti per il presente e per il futuro. E i temi, dagli ammortizzatori sociali, alla transizione energetica e digitale alla lotta all’illegalità, non possono essere abbandonati: sarebbe un danno per il distretto".
Per Rodolfo Zanieri della Uil "il Tavolo del distretto va mandato avanti: i fondi sono stanziati, i bandi sono fatti e il Comune ha fatto un’operazione di mediazione tra le parti. Non so se è possibile, ma si potrebbe ipotizzare che il coordinamento sia affidato a qualche ente o che sia affidato al commissario o che si decida anche tra di noi. Ciò che conta è andare avanti: non si possono perdere i progetti in ballo, il Comune ha fatto un buon lavoro ma bisogna andare avanti. Penso per esempio a Sicurfad, il progetto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che per noi noi sindacati è particolarmente importante".
Sara Bessi