GIOVANNI FIORENTINO
Cronaca

Prato, il sottopassaggio della vergogna: bivacchi e sporcizia, di lì non passa più nessuno

Doveva collegare l’area del museo Pecci con la questura, ma regna il degrado da mesi. La denuncia di Umberto Presutti Gallinella: “Ho chiesto l’intervento della Municipale”

Il collegamento all’altezza della questura

Il collegamento all’altezza della questura

Prato, 30 agosto 2025 – Materassi adagiati accanto al muro, forse utilizzati più come giacigli di fortuna che abbandonati come rifiuti. Un mare di cartacce, bottigliette di plastica, lattine ed involucri in cartone (questi, sì, rifiuti) a testimoniare come lo spazio sia frequentato, anche se non per la sua funzione originaria.

E a testimonianza di ciò, persino un odore penetrante di deiezioni umane. E così che, ancora ieri mattina, si presentava il sottopassaggio pedonale fra via Migliore di Cino e il piazzale del museo. Un tunnel che in linea teorica dovrebbe rappresentare un’alternativa per pedoni e ciclisti all’attraversamento in sicurezza di via Berlinguer.

Chi vive la zona fa però presente che la prima soluzione per attraversare è rappresentata dall’attraversamento pedonale in superficie: a mancare è evidentemente la fiducia negli utenti nel sottopassaggio che versa in condizioni di degrado, tra rifiuti abbandonati ed escrementi. Secondo Umberto Presutti Gallinella, responsabile del dipartimento politiche sociali di Fratelli d’Italia che qualche giorno fa aveva posto l’accento sulla questione, quel sottopasso non viene più utilizzato dai pedoni, ma è di fatto diventato un accampamento di sbandati o senzatetto.

“Dopo aver effettuato un sopralluogo pochi giorni fa, ho provveduto a segnalare il tutto alla polizia municipale chiedendo un intervento – ha fatto sapere – mi risulta peraltro che questa situazione persista ormai da diverso tempo”.

E partendo da questo episodio, l’esponente del centrodestra non ha risparmiato un attacco all’amministrazione comunale uscente e al Pd, ricordando una proposta avanzata dal centrosinistra tempo fa.

“Il Pd dovrebbe smettere di chiedere che vengano trasferiti ai Comuni i rinnovi dei permessi di soggiorno ogni volta che c’è un governo di centrodestra. Doveva amministrare una città e non lo ha fatto. Avrebbe dovuto mantenere pulite le aree pubbliche intorno alla questura, dove spesso centinaia di persone, compresi gli operatori di polizia e chi rinnova il permesso di soggiorno, come molti altri cittadini, attraversano, sostano, aspettano – ha attaccato Presutti Gallinella - ha lasciato invece che fiorissero sudici bivacchi, opera di pochi che magari neanche devono recarsi in questura. Poteva e doveva fornire servizi essenziali come bagni pubblici puliti e funzionali in quelle zone e dare informazioni utili e precise invece di limitarsi a rimandare quasi sempre “ai patronati“ senza indicazioni concrete, con uno sportello pagato comunque con le tasse degli italiani e degli stranieri in regola. Il Comune non deve diventare una seconda questura né un semplice ufficio smistamento. Può e deve garantire dignità e servizi di base a tutti i cittadini che utilizzano quegli spazi pubblici”.

Giovanni Fiorentino