
Cosimo Zecchi (Fratelli d’Italia)
"L’anno nero degli eventi a Prato". Claudiu Stanasel, capogruppo della Lega, e Cosimo Zecchi, consigliere comunale di FdI, sintetizzano così lo scenario che si è spalancato dopo le dimissioni della sindaca. Prato non avrà i concerti del Settembre, e il silenzio all’ombra di piazza Duomo è un silenzio storico: perché da oltre 15 anni la coda dell’estate a Prato significa vitalità, il commercio che torna a macinare scontrini dopo un’estate in cui, lo sappiamo bene, la città si svuota. E’ stata la tempesta perfetta: il parere della Soprintendenza arrivato sul filo del rasoio, accompagnato da un monito riguardo al ’serpentino’, il marmo verde tipico con cui è costruita la cattedrale Santo Stefano. Il terremoto Bugetti. Il commissariamento all’orizzonte. Alla fine Comune e organizzatori hanno alzato bandiera bianca. La sensazione è che arrivare a giugno senza nemmeno lo straccio di un programma presentato fosse comunque tardi.
"Nel giro di un anno – incalza Stanasel – sono saltati tutti gli eventi storici o in crescita: dalla finale della Palla Grossa giocata a porte chiuse alla Festa della Birra in Piazza del Mercato a maggio, dopo otto edizioni di successo, fino ai concerti della Birra+ a Maliseti, cancellati all’ultimo. Tutto questo per motivi diversi ma riconducibili a un’unica matrice: richieste assurde da parte degli uffici, interpretazioni rigide delle norme, burocrazia che oggi paralizza ciò che ieri si faceva senza problemi. Siamo davanti a un fallimento politico e amministrativo. Se la giunta non è stata capace di difendere queste manifestazioni, è gravissimo; se ha lasciato che la macchina burocratica le affondasse, è ancora peggio. In entrambi i casi, le responsabilità sono politiche e ineludibili". "Commercianti, ristoratori, albergatori e tutte le attività dell’indotto vivono grazie agli eventi – rincara Zecchi – Ora a chi devono chiedere i danni? La giunta cominci a rispondere". Ha ancora qualche giorno per farlo, poi dall’11 a prendere le redini della città sarà il commissario prefettizio.
"Mentre la città perde 800mila euro di indotto e oltre 25mila presenze turistiche, il Pd si dilegua – dichiara il coordinamento provinciale Forza Italia – Il Settembre è saltato perché nessuno ha più governato. Perché la burocrazia ha preso il posto della visione. Per anni il Pd ha controllato ogni leva della macchina comunale, ma oggi si scopre che non sa nemmeno garantire l’ordinaria amministrazione. A pagarne il prezzo sono i commercianti, i ristoratori, gli albergatori, i musicisti, i tecnici, i cittadini. Mentre loro subiscono i danni, chi ha amministrato fugge o tace. Il Settembre Pratese non salta per un errore, salta per un fallimento. Il fallimento di una classe dirigente che ha fatto della città il suo personale laboratorio di potere, e che ora si mostra per ciò che è: disorganizzata, divisa, impreparata – aggiunge il coordinamento di Forza Italia – Prato non può più permettersi un’amministrazione fatta di slogan. Serve una nuova guida".
m. c.