
Il gruppo degli operatori, medici, infermieri e oss, che hanno manifestato davanti al Giovannini. La loro presenza ha richiamato l’attenzione di altri cittadini
Si sono uniti anche Vanda, un’anziana signora appena uscita dal Giovannini dopo una visita medica, e un giovane straniero sceso dal monopattino per entrare nel gruppo dei professionisti della sanità che ieri alle 13 davanti al presidio socio sanitario hanno manifestato la loro solidarietà ai colleghi impegnati nella Striscia di Gaza e la loro "indignazione di fronte al genocidio in corso". Alla Giornata nazionale di digiuno contro il genocidio di Gaza hanno partecipato sia i professionisti sanitari che gli operatori socio sanitari dell’Asl Toscana centro che lavorano sul territorio, sia quelli che prestano servizio all’ospedale Santo Stefano che quelli in forze alla casa di cura di Villa Fiorita. Un’iniziativa che ha preso le mosse da alcuni promotori dell’Asl Toscana Nord Ovest (ieri è stato intervistato Francesco Niccolai al programma "Tutta la città ne parla" su Rai Radio3) e che a macchia d’olio si è propagata in tutte le regioni italiane fino a culminare nella Giornata nazionale di ieri. Un’adesione libera e indipendente che medici, infermieri, oss, tecnici, fisioterapisti, logopedisti hanno espresso davanti ai presidi in cui lavorano, dopo aver stimbrato e senza camice.
"Vogliamo mandare un piccolo segnale ed un messaggio anche ai nostri politici: non è tollerabile ciò che sta succedendo a Gaza. Vogliamo dire no al genocidio e manifestare vicinanza ai colleghi che lavorano in condizioni estreme e che mettono a repentaglio la propria vita. Diamo supporto alla Global Sumud Flotilla per cui da domenica al 4 settembre, decine di barche di piccole dimensioni salperanno in due ondate da Barcellona, dalla Sicilia e dalla Tunisia per portare generi alimentari a Gaza". Dal 29 luglio molti sanitari hanno iniziato un digiuno a staffetta "per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica, chiedendo pace e giustizia per la Palestina".
Sono diverse le richieste che sono state messe nere su bianco dalla rete #digiunogaza, dalla rete "Sanitari per Gaza" e dalla campagna BDS "Teva? No grazie", tra cui quella rivolta al "Governo di sospendere accordi militari e fornitura di armi ad Israele".
Sa.Be.