Chiara morì al ristorante. Shock fatale, una condanna

Pisa, la tragedia nel 2018: le servirono cibi contenenti latte cui era allergica. Giudicata colpevole la legale rappresentante del locale, assolte le cuoche

Una bella foto di Chiara Ribechini che aveva 24 anni

Una bella foto di Chiara Ribechini che aveva 24 anni

Pisa, 1 ottobre 2023 – Cinque anni dopo quella tragedia è arrivata la sentenza, una condanna per la legale rappresentante del locale e due assoluzioni per le cuoche. Chiara Ribechini di Cascina era morta per shock anafilattico a 24 anni dopo una cena nell’agriturismo di Colleoli, sulle colline di Palaia, dove era cliente abituale. Ma quella sera, era il 15 luglio del 2018, qualcosa si ruppe nella catena che andava dalla cucina al servizio. E alla ragazza, un sorriso costante sul volto, furono serviti piatti contenenti latte cui era allergica fin dalla nascita.

"Lei ne era consapevole e anche del fatto che avrebbe dovuto conviverci; si sapeva gestire, era molto attenta e scrupolosa anche perché sapeva cosa rischiava", ha ricostruito in aula la madre durante il processo tenutosi dopo il fatto che sconvolse la provincia pisana. Un procedimento per omicidio colposo che si è concluso con il dispositivo letto dal giudice Domenico Rocco Vatrano venerdì pomeriggio, come anticipato da La Nazione nell’edizione di Pisa. Al termine, solo le lacrime e la rabbia della madre, "non è giusto", ha commentato Michela Bargagna, la mamma che con il marito Massimo (assistiti dall’avvocato Francesca Zuccoli) ha fondato un’associazione in memoria della figlia, "Con l’allergia si può...", perché quanto successo "non fosse vano". In questi anni i genitori hanno sensibilizzato e sostenuto altre famiglie che hanno affrontato storie simili.

Il pubblico ministero Giancarlo Dominijanni, che aveva chiesto la condanna per tutte e tre le imputate, aveva disposto anche una perizia, affidata alla professoressa Patrizia Restani, docente di chimica alimentare che indicò nella quantità di latte contenuta nel pane la causa del decesso. La 24enne quella sera si somministrò anche una puntura di adrenalina nel tentativo di superare la crisi (aveva sempre un kit di emergenza con sé). Ma non servì. Condannata a un anno la legale rappresentante dell’agriturismo, Rita Astinenti (rappresentata dall’avvocato Rosa Francini), pena sospesa, e le due cuoche Giovannina Montesano, 50 anni e Antonia Coppola, 59 anni (avvocati Alberto Marchesi e Rosa Rubino), assolte per non aver commesso il fatto. Il giudice, che si è preso 90 giorni per motivare la decisione, ha stabilito anche una provvisionale alta, quasi 250mila euro per le parti civili costituite.