Infermiera uccisa da un malore, il compagno: "Il nostro bambino è l’ultimo dono di Laura. E’ bello come era lei"

Parla Antonio Fasano, compagno dell’infermiera incinta morta domenica "Il mio bambino assomiglia a sua madre, è bellissimo e gli sto vicino. Era una gravidanza normale: lei stava bene ed era donatrice di sangue"

Laura Porta e Antonio Fasano

Laura Porta e Antonio Fasano

Pistoia, 22 febbraio 2024 – «Mio figlio Andrea assomiglia a sua madre, è bello come lei". Parla con l’amore di un padre Antonio Fasano, il compagno dell’infermiera 37enne, Laura Porta, morta improvvisamente all’ottavo mese di gravidanza, domenica pomeriggio dopo un malore, accusato nella loro casa in Porta al Borgo.

Il piccolo Andrea è nato con un cesareo d’emergenza nell’ospedale San Jacopo e poi trasferito al Meyer di Firenze dove ora si trova ricoverato in prognosi riservata. In pochi terribili attimi, Antonio Fasano, si è trovato ad affrontare il dolore più grande e insieme la gioia e la speranza che danno l’essere diventato padre. Antonio, originario di Minturno, aveva conosciuto la sua compagna nel carcere della Dogaia a Prato, dove lui lavora come guardia penitenziaria e Laura Porta prestava servizio come infermiera.

«Non c’è stato giorno, in tutti questi otto mesi, in cui non abbiamo dedicato una carezza o un pensiero a quel pancino che cresceva – racconta Antonio – Laura ha avuto una gravidanza normale, non aveva nessun problema. Era da sempre donatrice di sangue, così come è stata per anni volontaria della Misericordia, mentre studiava per diventare infermiera. Era una persona generosa, più di ogni cosa amava dare agli altri, era la sua missione. Andrea è stato il suo ultimo dono, e non il solo, perché i suoi organi sono stati espiantati".

Antonio e Laura vivevano nella loro casa in via Gora e Barbatole, a due passi da Porta al Borgo, dove domenica pomeriggio si è consumata la tragedia. "Laura era originaria di Nuoro - spiega Antonio - ma era qui a Pistoia da diversi anni e questa era diventata la sua seconda famiglia. Ci siamo conosciuti e innamorati, e ora aspettavamo Andrea. Laura aveva vinto il concorso dell’Asl e a breve sarebbe stata assunta come infermiera: tutto, nella nostra vita, si stava realizzando, stavamo per diventare una famiglia insieme. Avremmo cresciuto questo figlio, con tutto l’amore del mondo. Di Laura ho mille ricordi meravigliosi, era una ragazza testarda, non smetteva mai di imparare, di conoscere, voleva andare avanti nel suo lavoro e voleva realizzare il suo sogno di diventare mamma. Mi ripeteva sempre che non bisogna mai smettere di credere nei sogni, che bisogna andare avanti per realizzarli. Ed è quello che ora io farò".

«Ora il mio pensiero va ad Andrea: i medici dell’ospedale del Meyer stanno facendo di tutto per lui, lo stanno coccolando".

Da domenica Antonio non è solo, con lui c’è tutta la sua famiglia che lo ha raggiunto a Pistoia, non appena appresa la tragedia. Questa mattina la cerimonia funebre si terrà alle 11 nella chiesa della Vergine. Dopo la cerimonia la camera ardente sarà preparata nel salone delle riunioni della Misericordia, a Villa Bianchi, in via Bonellina, dove rimarrà aperta fino alle 18 del pomeriggio. Un’altra cerimonia si terrà in Sardegna, per volere della famiglia di Laura. Domenica pomeriggio, è stato proprio Antonio a chiamare i soccorsi del 118. Ed è stato lui, per primo, a praticare su Laura il massaggio cardiaco.

"In quei momenti – racconta – non pensi ad altro, la forza ti viene da dentro, pensi solo a quello che devi fare: salvare una vita". In quel caso di vite ce n’erano due. Ed ora è al piccolo Andrea che vanno tutte le attenzioni e le preghiere della famiglia di Antonio e di quella di Laura.

Martina Vacca