REDAZIONE PISA

Simulazione neonatale con la realtà aumentata

Un corso all’avanguardia al Centro Nina. "Altissima qualità della formazione"

"Grazie alla realtà aumentata riusciamo a garantire un’altissima qualità della formazione, più chiarezza e capacità di lavorare in gruppo e anche una giusta dose di divertimento. E questi sono gli ingredienti giusti per specializzarsi". Ludendo docere (insegnare divertendo) era uno dei motti dei latini e anche il mantra del Centro di simulazione neonatale "Nina" dell’ospedale Santa Chiara, dove si sono tenute le due edizioni del corso "Virtual newborn care – A new simulation reality" ("Cura virtuale dei neonati – una nuova realtà di simulazione"), realizzato nell’ambito del progetto rete regionale di simulazione. Il corso, portato avanti grazie al lavoro del direttore del Nina Armando Cuttano e del responsabile Massimiliano Ciantelli e al supporto dell’ingegnera Serena Bardelli, ha visto la partecipazione di anestesisti, pediatri, ostetriche e personale del Dipartimento materno-infantile regionale toscano per un’esperienza di formazione totalmente innovativa. Sette visori di realtà mista hanno infatti permesso a ogni iscritto, una volta completata la parte teorica, di cimentarsi con realtà virtuale e aumentata in una formazione interattiva con i partecipanti divisi in tre gruppi, che hanno iniziato il percorso pratico sul filo rosso della rianimazione neonatale con la cifra del gioco.

"Da sempre - ha detto il direttore Armando Cuttano - andiamo alla ricerca di nuove modalità di formazione e dobbiamo essere sempre più preparati all’assistenza neonatale. L’ausilio della realtà virtuale è uno strumento utilissimo per stimolare l’avvicinamento e la familiarizzazione con la rianimazione neonatale. Siamo sempre stati un po’ precursori dell’uso delle nuove tecnologie e i feedback sono assolutamente entusiasti".

Il corso si è sviluppato con tre tappe: la prima ha affrontato il tema della transizione feto-neonatale con lo stile del racconto "curioso", ricco di richiami e metafore; la seconda ha ripercorso la strada della rianimazione neonatale con dispositivi di realtà aumentata e virtuale; la terza ha proposto un simulatore neonatale ad alta fedeltà in sala parto e un team diretto da un leader privato della vista (con degli occhiali chiusi) che doveva svolgere una rianimazione con l’immagine della realtà sulle sue reti neurali.

"Tutti e tre i moduli hanno portato a una rottura con la formazione classica - ha aggiunto Cuttano - aprendo a nuovi orizzonti possibili. Chiunque abbia partecipato è rimasto davvero entusiasta, a riprova che sperimentare con le nuove tecnologie è fondamentale per non fermare mai il progresso. Questa sperimentazione - conclude - sarà sviluppata ulteriormente nella programmazione dei corsi del Centro Nina dell’anno prossimo".

ma.fer.