Camp Darby, sale il livello di allerta: grado Charlie. Non accadeva da 10 anni

Livello di allerta alzato alla USa di Pisa a causa della tensione internazionale legata a eventi come la guerra a Gaza e il conflitto russo-ucraino. Il comando statunitense invita alla vigilanza

L'ingresso di Camp Darby

L'ingresso di Camp Darby

Pisa, 4 luglio 2024 –  Sale il livello di allerta a Camp Darby e raggiunto il grado Charlie. Non accadeva da dieci anni. Lo ha deciso il Comando europeo delle forze statunitensi, con sede a Stoccarda (Germania) che governa su tutte le basi Usa dell’Europa meridionale. L’innalzamento della vigilanza non sarebbe dovuto a specifici allarmi ma a una situazione di perdurante tensione internazionale legata alla guerra a Gaza, al conflitto russo-ucraino ma anche alla presenza sul territorio europeo di grandi eventi sportivi che potrebbero fare da cassa di risonanza per potenziali cellule terroristiche antiamericane e di matrice islamica: gli europei di calcio in Germani e le olimpiadi a Parigi.

"Per ragioni di sicurezza operativa non parleremo di misure specifiche, ma rimaniamo vigili", scrive in una nota il comando europeo delle forze statunitensi precisando tuttavia che sta valutando "costantemente una serie di fattori a tutela della sicurezza della comunità militare americana all’estero e come parte di questo sforzo, spesso adottiamo misure aggiuntive per garantire la sicurezza dei nostri soldati".

Da qui, dunque, il consiglio al personale americano "di rimanere vigile e di stare all’erta in ogni momento, anche segnalando attività sospette, monitorando gli avvisi di viaggio dal Dipartimento di Stato e mettendo in atto misure prudenti di riduzione del rischio personale". Dal quartier generale di Stoccarda tuttavia non si vuole creare inutile allarmismo e, semmai, i vertici Usa sottolineano, che si tratta di normali procedure di precauzione perché "costruire una forte comunità di personale informato che sa dove segnalare le attività sospette e come evitare i pericoli garantisce alle nostre forze armate la possibilità di continuare il loro importante lavoro".

E aggiunge che "in collaborazione con le nazioni ospitanti, gli alleati, i partner e le interagenzie" il comando stesso "monitora costantemente l’ambiente della sicurezza per garantire che il proprio personale sia informato e sia preparato al meglio per assicurare la sicurezza di singoli individui e dei loro familiari".