"Riapriamo, ma con tanti sacrifici. Abbiamo subito danni ingenti e non tutti i servizi sono garantiti"

Parlano i titolari degli stabilimenti balneari a Marina di Pisa più colpiti dalle alluvioni di novembre e dicembre. L’apertura è fissata per il Primo Maggio ma ci sono ancora molti lavori da fare per garantire l’accoglienza.

"Riapriamo, ma con tanti sacrifici. Abbiamo subito danni ingenti e non tutti i servizi sono garantiti"

"Riapriamo, ma con tanti sacrifici. Abbiamo subito danni ingenti e non tutti i servizi sono garantiti"

Mancano 28 giorni all’inizio della stagione balneare, fissata sul litorale pisano per il 1° maggio. Una data che per alcuni rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo. È il caso del Bagno Gorgona, lo stabilimento diventato simbolo della devastazione causata dalle due mareggiate che hanno colpito Marina di Pisa durante l’inverno. Eventi che hanno messo in ginocchio commercianti e residenti, con danni stimati da Confcommercio per 2 milioni di euro. "Non riusciremo ad aprire in tempo - spiega il titolare del Gorgona, Stefano Sbrana -, l’obiettivo è aprire il 15 maggio, stiamo facendo il possibile per ripartire, ma non sarà tutto come prima". Le immagini del Gorgona spazzato via dalla furia del mare dopo la prima mareggiata di novembre sono ben impresse nella mente dei marinesi. "Abbiamo acquistato nuove cabine – continua Sbrana – ma questa volta non apriremo la spiaggietta con le otto cabine, non ne vale la pena". I danni ammontano a 150 mila euro, e la decisione di ricostruire è arrivata solamente dopo l’intervento di somma urgenza voluto dalla Regione che ha rinforzato le dighe danneggiate dalla mareggiata, proprio di fronte al Gorgona. "Senza quell’intervento - spiega il titolare -, non saremmo mai partiti. Un po’ di speranza ci è stata data, ma abbiamo bisogno di un intervento più incisivo". Sulla stessa barca si trova anche La Riva, che ogni anno deve fare i conti con il mare che si "mangia" parti della spiaggia per l’erosione costiera. "Siamo messi molto male - dice il titolare, Alvaro Alessandri -. Ci stiamo leccando le ferite, ma stiamo cercando di arrangiarci al meglio. Vogliamo ripartire il 1° maggio, ma molte cose non ci saranno più. Cerchiamo di metterci in sicurezza e garantire i servizi essenziali". I danni del Bagno La Riva, secondo le stime della proprietà, ammontano a 90 mila euro. "Speriamo che il rifacimento delle dighe - aggiunge Alessandri - arrivi anche nella parte Sud, dove siamo molto indietro. Qui siamo in balia delle onde". Il lunedì di Pasquetta ha visto l’ennesima libecciata, che per fortuna non ha causato danni. Gli interventi di tamponamento dei varchi nelle dighe lasciati dalle mareggiate sembrano aver retto in parte, anche per quanto riguarda la zona portuale, dove sono stati posizionati alcuni new jersey con l’intento di deviare l’acqua del mare a protezione delle attività commerciali.