GABRIELE MASIERO
Cronaca

Caso Ragusa, oggi il nuovo processo a Logli

In corte d’assise d’appello a Firenze anche le cugine: "Aspettiamo giustizia". Roberta è scomparsa 6 anni fa

Una manifestazione lungomare in ricordo di Roberta

Una manifestazione lungomare in ricordo di Roberta

Pisa, 28 marzo 2018 - «Sono avvilita, dispiaciuta e aspetto giustizia. Questi sei anni sono stato un continuo martirio». Marika Napolitano è una delle cugine romane di Roberta Ragusa e oggi sarà nell’aula del tribunale di Firenze per seguire, come parte civile rappresentata dall’avvocato Enrico Maria Gallinaro, che tutela anche l’altra cugina, Maria Ragusa, il processo di appello nei confronti di Antonio Logli. In quell’aula incontrerà, almeno secondo quanto ha annunciato il suo avvocato beatrice Vestri, anche Daniele Logli, il figlio di Antonio e Roberta, che con una recente memoria difensiva indirizzata proprio ai giudici della corte di assise, si dice certo dell’innocenza del padre e ne chiede l’assoluzione.

«Non so come ci comporteremo, vedremo sul momento - dice Marika Napolitano - e se avrà voglia di stabilire un contatto con noi. Non voglio commentare il merito di quella memoria, credo solo che sia un po’ tardiva, come un treno preso in ritardo. Forse Daniele, che ormai è grande, non è ancora maturato abbastanza anche per colpa di questa tragedia e si è rifugiato nell’affetto del padre». Non commentano la scelta processuale di Daniele neppure le cugine pisane di Roberta Ragusa, Sonia e Giovanna Alpini: «Non c’è molto da dire, noi saremo in aula come abbiamo sempre fatto. Condividiamo la ricostruzione degli inquirenti e ci aspettiamo che sia fatta giustizia».

Sentimenti che provano anche le amiche dell’imprenditrice svanita nel nulla la notte tra il 12 e il 13 febbraio 2012 e che per anni ne hanno perpetuato il ricordo con inziative e manifestazioni pubbliche, anche se più recentemente hanno tenuto un profilo più basso. «Di Roberta conservo un ricordo per me che non intendo più condividere all’esterno», dice Letizia. E Debora aggiunge: «C’è un bellissimo video che racconta com’era straordinaria questa donna: la ritrae mentre canta insieme alla figlia piccola alla festa di un compleanno e quegli occhi pieni di luce raccontano più e meglio di tante parole l’amore che provava per quei figli ai quali è stata strappata. Ora si avvicina un’altra tappa di questo calvario, che purtroppo comunque andrà non sarà risolutiva perché nessuno ci ha ancora detto dove si trova il suo corpo».