"Piegati da mareggiate e Bolkestein". Il Bagno Sardegna riduce gli spazi

Lo stabilimento balneare ridotto ad un cumulo di detriti. I titolari: "Per ripristinare tutto servirebbero 300mila euro, dopo averne spesi 200mila tre anni fa. E poi c’è l’incognita della direttiva europea...".

"Piegati da mareggiate e Bolkestein". Il Bagno Sardegna riduce gli spazi
"Piegati da mareggiate e Bolkestein". Il Bagno Sardegna riduce gli spazi

"Siamo in ginocchio ma i clienti ci hanno sommerso di affetto e conferme. E questo ci ha dato la voglia di andare avanti". Dopo la doppia mareggiata che ha devastato il litorale - bagno Sardegna compreso -, la famiglia Botta, titolare dal 2014 dello stabilimento di Marina, ha fatto i conti e messo tutto sul piatto. "Per ripristinare tutto servirebbero 300mila euro, questo è il preventivo. Il bagno è devastato – conferma Gianluca Botta - Oltre ai danni subiti a novembre, l’ultima mareggiata ha scoperchiato un’altra porzione dello stabilimento. Non possiamo materialmente ricostruire tutto. Anche perché nel 2020 avevamo speso 200mila euro per rifare tutte le coperture. In pratica dobbiamo ricominciare tutto da capo, parliamoci chiaro. Non solo: come facciamo solo a pensare di investire cifre consistenti se la Regione non risolve prima il problema delle dighe? Quelle che dovrebbero proteggere il nostro bagno sono letteralmente frantumate, si è formata una buca di 2 metri di profondità. E in più non ci sono certezze sulle concessioni a causa della Bolkestein".

Unica soluzione: procedere solo con i lavori indispensabili per garantire la prossima stagione. "Inizieranno a breve, appena sarà possibile. Faremo di tutto per poter accogliere in estate i nostri clienti, ma sarà una riapertura in emergenza. Ed è questo che abbiamo voluto spiegare a tutti i nostri clienti, senza nascondere nulla". La famiglia Botta ha, infatti, deciso di lanciare un dettagliato messaggio via social: "E tutti hanno capito quanto sia drammatica la situazione, gli attestati di vicinanza sono stati tantissimi e immediati". Non saranno ricostruire le cabine sulle palafitte, stesso destino per uno degli chalet andati distrutti. Demolita (e non ripristinata) la zona bagni e docce; i bagni verranno quindi posizionati all’interno delle cabine dietro al ristorante, anche le docce calde saranno posizionate dietro il bar ristorante, le docce fredde davanti al gabbione lato mare. Una rivoluzione pensata per sopravvivere, pe non dover dire addio alla prossima stagione balneare.

"Per dare la possibilità a tutti i vecchi clienti che hanno perso le cabine la possibilità di mantenere i propri spazi, abbiamo deciso di eliminare tutte le cabine doppie che torneranno ad essere singole. Ci spiace molto ma non abbiamo altra scelta. Da anno nuovo inizieremo i lavori di ripristino e forniremo tutte le informazioni del caso. Alla luce di tutto questo – conclude la famiglia Botta - a differenza degli altri anni, i primi di gennaio chiederemo la conferma di chi vuole comunque avere la cabina, in modo da capire come distribuire al meglio chi, causa forza maggiore, non ha più la possibilità di avere il suo posto".

Francesca Bianchi