Lo stato dell’industria pisana : "Se un’azienda funziona vive un intero sistema sociale"

L’assemblea annuale fra sicurezza sul lavoro e prospettive, l’analisi di Andrea Madonna "Export in leggero calo rispetto al 2022, ma bene le tecnologie innovative e il settore digitale".

Lo stato dell’industria pisana : "Se un’azienda funziona vive un intero sistema sociale"

Lo stato dell’industria pisana : "Se un’azienda funziona vive un intero sistema sociale"

Oggi si terrà all’auditorium Agnelli l’assemblea annuale dell’Unione Industriali Pisana, l’evento che raduna a Pisa alcune delle personalità più importanti del Paese per trattare (fra gli altri) il tema della sicurezza sul lavoro. Padrone di casa il presidente dell’Unione Industriali, Andrea Madonna, che terrà un intervento su questo e molti altri temi.

Presidente Madonna, può spiegare meglio cos’è questo evento?

"L’assemblea annuale dell’Unione Industriali Pisana rappresenta un momento chiave non solo per la nostra città. La nostra assemblea è un’opportunità per le istituzioni e per gli stessi imprenditori di fare un’analisi intorno a temi di attualità ed è un impulso per proposte costruttive in favore del territorio e non soltanto. Il ruolo degli imprenditori è prima di tutto sociale perché essa è garante delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti, e se un’azienda funziona, anche il sistema sociale di un territorio funziona. Ecco perché quest’anno abbiamo voluto prendere in analisi la sicurezza sul lavoro e per farlo abbiamo voluto invitare in una comune riflessione i massimi interlocutori a livello nazionale: il ministro del Lavoro Elvira Calderone, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil".

Un parterre di tutto rispetto per un tema di tutto rispetto.

"Dagli anni ’90, Governo e Parti Sociali hanno riscritto le pagine che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro. Questo tema ancora oggi continua purtroppo a riempire le pagine di cronaca con infortuni anche di grave entità. Nel corso dell’assemblea presenteremo i dati che attestano i notevoli progressi fatti negli ultimi venti anni e che hanno portato alla sensibile riduzione degli incidenti. Ma il messaggio che daremo è che non si fa mai troppo per la sicurezza e che non dobbiamo accontentarci dei miglioramenti ma vogliamo arrivare a un livello di sicurezza esteso perché di lavoro non si può morire".

Ed è per questo che serve un evento come quello di oggi? "Esatto. Peraltro l’assemblea pubblica sarà come sempre preceduta da un incontro riservato ai soli industriali associati nel corso del quale, oltre al rinnovo di alcune cariche e all’approvazione del nostro bilancio, faremo il punto sulla situazione". Può anticipare qualcosa?

"Posso dirle che stiamo attraversando una situazione congiunturale delicata che, nel primo semestre del 2024, mostra una certa stagnazione rispetto al 2023 con previsioni nonfavorevoli anche per l’immediato futuro. In questo contesto hanno peso il quadro geopolitico e altri fattori legati alle situazioni di Francia e Germania".

Invece la nostra città?

"Per quanto riguarda Pisa, il 2023 si era chiuso con un export in leggero calo rispetto al 2022 che vedeva a sua volta un rimbalzo ancora nell’onda del post covid: tra la fine del 2021 e tutto il 2022 i numeri erano infatti più alti. Nel 2023 si sono ridimensionati, ma si rimane comunque a livelli superiori rispetto alla fase pre-covid. Un saldo positivo rispetto al 2019".

E il quadro generale?

"Dobbiamo fare i conti con la Germania, che ha vissuto un crollo nelle esportazioni e nella produzione industriale, mentre anche in Francia la situazione non è florida. L’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa e risente dell’influenza di queste due importanti realtà manifatturiere".

Cos’è che che in questo momento va bene?

"Il settore dell’alta tecnologia e della digitalizzazione che vede in Pisa un polo importante grazie anche al sistema universitario e delle scuole superiori che stimolano la creazione di startup e spinoff. A Pisa si crea e questo è il segno di una forte vivacità nel settore, tant’è che la maggior parte delle aziende che si sono recentemente associate all’Unione proviene dal mondo del digitale. Queste aziende possono dare un contributo sul tema della sicurezza sul lavoro. Un esempio è l’intelligenza artificiale: quanto, essa, con la sua facoltà predittiva rispetto alla normale scienza digitale, può aiutare nella prevenzione sugli infortuni del lavoro?"

Altri settori interessanti?

"Il settore dell’automotive che nel 2023 ha visto importanti investimenti su Pisa e altri ve ne sono nel settore dei microprocessori e della digitalizzazione. Forti di questo assetto industriale e produttivo possiamo guardare con una certa fiducia al futuro. Preoccupano invece i settori della concia e della moda, che non vedono, a breve, inversioni di tendenza e per i quali sono operativi in Regione tavoli di analisi e proposta, con il contributo scientifico di Irpet".