GABRIELE MASIERO
Cronaca

La Cionini non le manda a dire: "Nardini gioca al risiko personale. Senza parlare dei veri problemi"

La candidata del centrosinistra a Capannoli si toglie qualche sassolino dalla scarpa contro l’assessora "Si è vista pochissimo sul territorio, nella sua lettera veste i panni della vittima e invece è lei a essere divisiva".

La Cionini non le manda a dire: "Nardini gioca al risiko personale. Senza parlare dei veri problemi"

La Cionini non le manda a dire: "Nardini gioca al risiko personale. Senza parlare dei veri problemi"

L’ordine è perentorio: abbassare i toni. Il Pd toscano non ne vuole più sapere di liti interne e su caso-Capannoli, invita tutti a concentrarsi solo sulla campagna elettorale pro dem. Intanto, però, Barbara Cionini, candidata sindaca del piccolo comune dell’Alta Valdera ed epicentro dell’ultimo terremoto intestino in ordine di tempo, rivendica chiarezza. E lo fa, in un colloquio con La Nazione, dopo avere chiesto provvedimenti ai vertici regionali del partito contro gli iscritti ribelli che invece sostengono la candidatura dell’ex sindaca Arianna Cecchini, in campo con una sua lista civica che potrebbe aiutare lo sfidante di destra. "Da tempo chiedo al segretario regionale, Emiliano Fossi, di fare chiarezza su questa vicenda. Ora mi aspetto che in queste ultime settimane di campagna elettorale sia apertamente al nostro fianco per chiudere una volta per tutte le polemiche strumentali alimentate da qualcuno". Quel qualcuno è soprattutto l’assessora regionale Alessandra Nardini.

Cionini, come si sente?

"Amarezza perché Alessandra sul territorio in tutti questi anni in cui ha lavorato in Regione, prima come consigliera poi come assessora, si è vista pochissimo. Non sembra occuparsi della comunità, piuttosto pensa al suo destino personale e a quello dei suoi fedelissimi. Cerca di indossare i panni della vittima, ma è lei a essere divisiva".

Per questo come candidata sindaca e a nome della coalizione, ha chiesto un intervento risolutivo del Pd regionale?

"Mi aspetto atteggiamenti conseguenti ai processi democratici interni e nel pieno rispetto dello statuto del partito che hanno portato alla mia candidatura. Non mi interessano epurazioni o purghe, ma stabilire una volta per tutte la verità. E mi aspetto che sia Fossi a farlo, a cominciare dai dati politici".

Quali?

"Su di me dentro il Pd si è registrato un consenso trasversale tra l’area Schlein e l’area Bonaccini. Io stessa ho sostenuto e sostengo la mozione di Elly, che ho recentemente incontrato a Volterra e alla quale mi sono presentata come candidata del Pd. Apprezzo che lei, pur molto impegnata in un tour in Toscana, abbia voluto fermarsi a fare una foto con me. Ma c’è anche di più. L’amministrazione Cecchini è stata sostenuta dal Pd, ma lei ha guidato una formazione civica. Con me è tornato il simbolo del partito e tutti quelli della coalizione di centrosinistra con Sinistra Italiana e Psi, partiti che non stavano con Cecchini".

Teme che queste polemiche abbiano ripercussioni nelle urne?

"Io, anzi noi, andiamo avanti con le nostre proposte per il territorio. Vorrei che Nardini parlasse di questo, ma da anni qui si fa notare solo per il suo risiko personale politico e anche tutti i suoi interventi sui social e sui media dedicati al territorio vanno in questa direzione. Eppure ha deleghe pesanti nella Giunta regionale per le quali i suoi concittadini si aspetterebbero ben altro impegno, a cominciare dalle crisi industriali del Cuoio e della Valdera".