
Un impianto fotovoltaico
San Giuliano Terme, 30 agosto 2025 - Prosegue l’assalto dei grandi impianti fotovoltaici a San Giuliano Terme. La società che ha intenzione di costruire sulla vasta area agricola tra via Sant’Elena e la lungomonte ad Asciano, a poche decine di metri dall’acquedotto mediceo e in un contesto rurale e di grande valore paesaggistico ed ambientale, ha presentato la documentazione alla Regione Toscana che ha fatto partire la Valutazione di impatto ambientale (Via). Il soggetti che dovranno dare un parere, oltre al comune di San Giuliano Terme, sono il comune di Pisa, la provincia di Pisa, Arpat, Asl Toscana Nord Ovest, Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno, soprintendenza archeologia Belle arti e paesaggio (province di Pisa e Livorno), Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, Autorità idrica Toscana, Acque Spa, e-Distribuzione, Terna Spa, Snam Rete Gas Spa – Distretto centro occidentale, Rfi SpA e la Regione Toscana. “I carteggi sono al vaglio degli uffici comunali competenti dopo di ché provvederemo a dare osservazioni puntuali rispetto alla Via - spiegano il vicesindaco con delega all’urbanistica Francesco Corucci e l’assessore all’ambiente e alla sostenibilità Filippo Pancrazzi -. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico per una superficie complessiva di 116 ettari lordi, con strumentazioni per l’immissione in rete pari a 59,84 MW di potenza, integrato ad un sistema di accumulo di potenza 9 MW, entrambi ubicati a San Giuliano Terme e relative opere di connessione alla rete elettrica ubicate nei Comuni di San Giuliano Terme e Pisa”. Poi i due amministratori toccano la questione legislativa “per un insediamento - dice - regolato da una legge che purtroppo non tiene conto delle particolarità dei luoghi e soprattutto, di fatto, scavalca le amministrazioni comunali e dunque i territori, discorso che vale per tutti gli altri numerosi impianti che vorrebbero costruire su terreni agricoli sul territorio sangiulianese”. I progetti di mega-impianti sono numerosi e corposi per estensione: oltre all’impianto da circa 116 ettari ad Asciano tra la via Sant’Elena, via dei Condotti, via di Palazzetto e la SP 30 del Lungomonte, c’è quello a fianco della strada statale del Brennero (circa 16 ettari), oltre a quello sempre in zona Asciano, che potrebbe comportare la presentazione di un progetto per un altro impianto stimato in oltre 18 ettari, dopo che i residenti di via Dell’Alberaccio avevano intercettato alcuni soggetti in sopralluogo nell’area. Corucci e Pancrazzi ribadiscono poi la posizione sangiulianese verso la transizione ecologica. “Siamo da sempre favorevoli all'uso di energie rinnovabili, purché impianti e strumentazioni non abbiano un impatto pesante sull'ambiente ed il paesaggio e, come abbiamo fatto nei mesi scorsi, chiediamo al Governo di modificare questa normativa che mette i Comuni e le comunità in continua difficoltà, restituendo alle amministrazioni il potere di decidere quali aree sono idonee per questi impianti, in modo da rendere la transizione energetica davvero sostenibile anche dal punto di vista ambientale: non può essere un continuo campo di battaglia tra interessi privati e tutela del territorio", hanno concluso.