REDAZIONE PISA

Il video ’antifa’ nel Dini occupato fa arrabbiare Azione studentesca

Diventa un caso politico il video – pubblicato su Instagram e rimasto on line per almeno un’ora, prima di essere...

Un frame del video postato (e poi tolto) domenica su instagram dagli occupanti del Liceo scientifico «Dini»

Un frame del video postato (e poi tolto) domenica su instagram dagli occupanti del Liceo scientifico «Dini»

Diventa un caso politico il video – pubblicato su Instagram e rimasto on line per almeno un’ora, prima di essere rimosso – girato durante l’occupazione del Liceo Scientifico Dini di Pisa, per raccontare alcuni momenti dell’occupazione della scuola, in corso da alcuni giorni. Si tratta di una scenetta nella quale csi vede un ragazzo imbavagliato seduto in un carrello della spesa, spinto da un altro giovane che, indicandolo, afferma: "Questo è quello che succede ai ragazzi di Azione studentesca, se provano a venì al Dini".

Il tono è chiaramente scherzoso, ma il video – che, lo ripetiamo, non è più visibile online – ha comunque urtato la sensibilità dei componenti di Azione studentesca, movimento vicino a Fratelli d’Italia. "Ai soliti fenomeni dei collettivi – esordisce il responsabile provinciale di Azione Studentesca Pisa, Simone Fabbrini – mancavamo cosi tanto che hanno deciso di inscenare il sequestro di un nostro fantomatico aderente. Non è nostro stile farci intimidire o chiedere il permesso di fare o essere ciò che vogliamo. Se pensano in questo modo di ostacolare la crescita di Azione Studentesca a Pisa, si sbagliano. Al massimo – incalza Fabbrini – dimostrano la loro profonda preparazione sullo stato dell’istruzione italiana. Noi parliamo di problemi, formuliamo proposte, parliamo con gli studenti, questi soggetti inscenano scene di violenza, con il risultato di sprofondare nel ridicolo. Deve finire da parte di alcune istituzioni un clima di connivenza e di comprensione, che giustifica e capisce quei bravi ragazzi dediti all’antifascismo militante. Cari compagni, il Dini è una scuola di tutti, dove l’agibilità politica dei nostri ragazzi di Azione studentesca non deve essere certo decisa da voi".