REDAZIONE PISA

"Il senato accademico chiede pace". Respinto il boicottaggio di Israele. Stop ricerca bellica anche in Statuto

Il rettore Zucchi: "Saremo la prima università a farlo". Ma è "No" a tutte le richieste degli studenti pro. Palestina accampati davanti alla Gipsoteca e dediti a vari flash mob in centro: "Sarà estate di mobilitazione".

"Il senato accademico chiede pace". Respinto il boicottaggio di Israele. Stop ricerca bellica anche in Statuto

di Enrico Mattia Del Punta

PISA

"Il senato accademico ha affrontato il tema delle relazioni dell’Ateneo pisano con aziende inserite nella filiera bellica. "Sul versante industria. Abbiamo confermato la scelta di non partecipare a ricerche che abbiano fini volti allo sviluppo e perfezionamento di sistemi di armi; su questo non escludiamo di inserire un articolo normativo anche nello statuto dell’Ateneo, oltre ad essere già presente come clausola nei nostri contratti. Saremmo la prima università in Italia a farlo". Lo precisa il rettore Riccardo Zucchi al termine del senato accademico svoltosi ieri, per l’intera giornata, nei locali della Gipsoteca. Mentre fuori, fin dalla mattina, un presidio composto da circa un centinaio di studenti pro-Palestina ha occupato piazza San Paolo all’Orto, bloccando il traffico e accampandosi in strada, proprio davanti al luogo in cui era in corso il senato dedicato al conflitto mediorientale, in seduta congiunta con il consiglio di amministrazione dell’Università di Pisa. Così come successo alla seduta precedente del 14 marzo, sempre sugli stessi temi, anche questa ha prodotto una mozione sintetica. Che si è tradotta in un "No" netto alle richieste avanzate dal gruppo degli "Studenti per la Palestina" di boicottare gli accordi con le università israeliane, il senato accademico svoltosi ieri, per l’intera giornata, nei locali della Gipsoteca. Fin dalla mattina, un presidio composto da circa un centinaio di studenti pro-Palestina ha occupato piazza San Paolo all’Orto, bloccando il traffico e accampandosi in strada.

Così come successo alla seduta precedente del 14 marzo, sempre sugli stessi temi, anche questa ha prodotto una mozione sintetica, che il rettore Riccardo Zucchi spiega: "Non smentisce la risposta già data dall’Ateneo, ma costituisce uno sviluppo alla luce degli eventi odierni, con la persistenza di azioni belliche che coinvolgono la popolazione civile".

"Il senato - continua il rettore -, ha respinto le proposte di boicottaggio così come tali. L’idea di fondo è che le università debbano farsi promotrici di costruire ponti e non muri, il che vuol dire anche utilizzare le collaborazioni che abbiamo per cercare di coinvolgere le coscienze migliori anche tra i colleghi israeliani. È stato dato mandato di fare un appello, che scriverò ai colleghi delle università israeliane con cui abbiamo collaborazioni, perché si facciano portatrici della necessità di rispettare i diritti umani fondamentali e di sviluppare processi di pace"..

Non ci stanno invece gli "Studenti per la Palestina", accampati da ormai un mese nei giardini di Antichistica, che hanno accolto le conclusioni del senato con rabbia e hanno annunciato "un’estate di mobilitazioni" contro l’Ateneo, che non ha accolto nemmeno una delle richieste, "rigettandole - denunciano -, con la retorica e senza argomentazioni". Le mozioni erano in tutto sei e riguardavano nello specifico la rescissione di ogni accordo con quattro università israeliane (Hebrew, Bar Ilan, Reichman e Colman) e le due aziende: Leonardo ed Eni. "Quello che avete deciso – ha detto dal megafono una studentessa ai senatori che uscivano dalla Gipsoteca – è di continuare a essere complici di genocidio e di voltare le spalle alla democrazia".