
Il professor Paolo Malacarne
"Senza entrare in considerazioni politiche o giuridiche, solo leggendo la proposta di legge sul fine vita, da medico inorridisco e chiedo: perché tanta cattiveria e accanimento verso le persone malate?". Parole pesanti quelle di Paolo Malacarne, ex primario del reparto di rianmazione dell’ospedale di Cisanello che ha seguito il primo paziente che ha scelto il suicidio assistito in Toscana, commentando il disegno di legge sul fine vita che è stato approvato in commissione Giustizia e Sanità. Il provvedimento, passato coi voti del centrodestra, sarà adottato come testo base per la discussione in Senato il 17 luglio e ha tra i punti più discussi l’esclusione del Sistema sanitario nazionale dalle future procedure di suicidio assistito: "Il personale in servizio, le strumentazioni e i famaci di cui dispone a qualsiasi titolo il Ssn non possono essere impiegati al fine della agevolazione del proposito di fine vita". Cambiamenti che hanno fatto a dir poco storcere il naso all’ex primario pisano. "Dopo aver letto il testo della maggioranza di governo sul fine vita - scrive Malacarne - sono inorridito per la disumanità al limite della crudeltà con cui questa proposta di legge tratta le persone e i loro familiari, abbandonandole a sé stesse proprio in un estremo momento di bisogno di accompagnamento e cura". Tra i punti critici, il medico lamenta che ai malati "viene negata la vicinanza di un professionista del Servizio Sanitario Nazionale per spedirli invece, se ne hanno le possibilità economiche, alla sanità privata, a cui non sono richieste le precise garanzie di ‘morte dignitosa e senza sofferenza’ che la Corte Costituzionale impone al Ssn". Secondo Malacarne in tutta la proposta di legge non c’è mai riferimento "alla ‘relazione di cura e di fiducia’ tra persona malata e medico, che sta alla base di ogni scelta di cura. La decisione sul fine vita delle persone, secondo il governo, sarà in testa al ‘’Comitato Nazionale di Valutazione’’ che potrà pronunciarsi e decretare la vita e la morte senza neppure aver mai incontrato o ascoltato i pazienti. "Dalla proposta di legge sparisce anche il ‘’Comitato di Etica Clinica’’ previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale come organo di garanzia per i malati, che proprio per la sua funzione etica ha il compito di entrare con delicatezza e misura in relazione di fiducia con la persona malata stessa e suoi familiari". L’ex primario conclude con un’amara considerazione: "Questa proposta di legge, anziché definire una cornice di tutela per le persone malate, vulnerabili e fragili, le colpisce ancor di più lasciandole sole".
Mar.Fer.