È l’era dell’intelligenza artificiale: "Ma c’è bisogno di leggi e sanzioni"

Il professor Bertolini: "Regole certe o si corrono rischi gravissimi". Sabato pomeriggio un convegno a Prato

È l’era dell’intelligenza artificiale: "Ma c’è bisogno di leggi e sanzioni"
È l’era dell’intelligenza artificiale: "Ma c’è bisogno di leggi e sanzioni"

"Le buone intenzioni non bastano per tutelarci dai potenziali effetti negativi dell’Intelligenza artificiale: occorrono regole certe da far rispettare, autentiche proibizioni e sanzioni adeguate per chi sgarra". Va dritto al cuore del problema Andrea Bertolini, professore associato di diritto privato alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e direttore di Eura, il centro di eccellenza europeo sulla regolazione della robotica e dell’intelligenza artificiale, che sabato prossimo alle 18 al ridotto del Politeama di Prato parteciperà al convegno promosso dal Pd e intitolato "Intelligenza artificiale. Prospettive e paure", insieme alla vicepresidente della camera, Anna Ascani, alla vicecapogruppo dem alla Camera, Simona Bonafè e all’assessora comunale all’innovazione Benedetta Squittieri.

Professore, perché servono regole cogenti?

"Perché la materia e complessa e in costante evoluzione, ma anche i rischi sono dietro l’angolo. L’Europa approverà a breve l’Eu.Ai-act, un regolamento che prova a legiferare questa materia per la prima volta e che verrà applicato non prima del 2026. Ma rischia di non essere sufficiente, intanto perché c’è un approccio orizzontale, su un tema che invece è soggetto a tantissime evoluzioni e che andrebbe approcciato forse in materia diversa. Potremmo fare già ora molti esempi".

Quali?

"Intanto il rischio di usare l’intelligenza artificiale per approfittarsi delle persone e manipolarle. Non solo soggetti fragili come i bambini, ma tutti. Ad esempio approfittando delle solitudini e difficoltà di relazionarsi con il prossimo dei cittadini. Penso a un’applicazione già esistente e molto diffusa attualmente negli Stati Uniti: Replika. E’ pensata per chi si sente solo e costruisce con l’intelligenza artificiale una vera e propria compagna e in base all’abbonamento (ovvero quanto sei disposto a pagare) che scegli di fare questa relazione virtuale durerà per sempre proprio come una compagna di vita. Ma ci sono altri aspetti pericolosi, penso ai rischi in ambito medico o politico, dove con il deep fake, è possibile manipolare perfino le opinioni delle persone, le campagne elettorali e il loro esito".

In che modo?

"Oggi è semplicissimo creare un video con il volto di quello o quel candidato e fargli dire, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, cose che lo potrebbero danneggiare molto agli occhi dell’opinione pubblica diffondendo quelle dichiarazioni via social".

Insomma, non c’è tempo da perdere.

"Il tempo è certamente un fattore essenziale di cui tenere conto. Il mondo non è più quello di 17 anni fa con l’avvento degli smartphone. Ha subito una profonda rivoluzione economica, sociale e perfino industriale. Fissare regole cogenti e sanzioni appropriate è dunque indispensabile. Perché l’avvento dei social ha cambiato la società, i costumi e le abitudini delle persone nella vita quotidiana. Spesso, anche oggi, si parla di regolarli, ma non è semplice proprio per la loro enorme e capillare diffusione in tutto il mondo. Ecco che fissare una cornice di regole ex post può non essere sufficiente".