Copisterie pirata in centro: sequestrati libri fotocopiati e scansioni di testi accademici

Al termine delle indagini la Guardia di Finanza ha denunciato tre soggetti e sequestrato pc, hard disk e altri dispositivi di memoria

I militari della Guardia di Finanza durante i controlli
I militari della Guardia di Finanza durante i controlli

Pisa, 13 ottobre 2023 – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione del fenomeno della pirateria e, in particolare, della reprografia illecita, consistente nella copia abusiva di opere editoriali, hanno avviato una mirata attività di ricerca sul territorio, individuando diverse copisterie, concentrate prevalentemente nella zona universitaria di Pisa, coinvolte nell’illecita attività.

In particolare il Gruppo di Pisa ha denunciato 3 soggetti ritenuti gli artefici della riproduzione illecita di numerosissimi, oltreché costosi, testi universitari, detenuti sia in formato cartaceo che digitale. L’attività ha condotto al sequestro di personal computer, hard disk e altri dispositivi di memoria al cui interno sono state rinvenute, in formato digitale, le scansioni integrali di numerose opere librarie, pronte per la stampa e la rivendita illecita; contestualmente, sono state rinvenute oltre 220 riproduzioni integrali di numerosi libri già fotocopiati e rilegati, pronti per la vendita, con l’applicazione di etichette recanti un prezzo variabile tra 15 e 25 euro a fronte di un prezzo originale delle opere pari anche a 65 euro circa.

Le Fiamme Gialle, nel corso delle perquisizioni, in alcuni casi, hanno rinvenuto le riproduzioni dei libri nei vani retrobottega degli esercizi commerciali, accessibili oltrepassando porticine defilate e occultate da tendaggi. I militari precisano che la legge sul diritto d’autore non vieta del tutto la riproduzione di opere dell’ingegno ma la circoscrive a finalità di “uso personale” del cliente e, comunque, previo pagamento di un compenso forfettario alla S.I.A.E. a cura di ciascun punto di riproduzione. È in ogni caso vietato fotocopiare o comunque riprodurre più del 15 per cento di un’opera.

All’interno delle copisterie controllate, invece, i libri erano riprodotti e rivenduti integralmente. Il fenomeno della reprografia illecita genera ogni anno un voluminoso giro d’affari che danneggia gravemente i diritti degli autori, delle case editrici e delle librerie, nel pieno rispetto delle regole e delle norme di settore. Chi mette in commercio testi illecitamente riprodotti pratica, infatti, prezzi considerevolmente inferiori a quelli di copertina, realizzando facili guadagni e alterando la libera concorrenza in un settore che, al pari di molti altri, ha risentito dell’emergenza pandemica degli ultimi anni.