"La Società della salute con una recente delibera approvata a maggioranza, senza il voto del Comune di Pisa, ha deciso di aumentare la quota capitaria dei Comuni consorziati a tre euro pro capite per ciascun residente, quindi chiediamo alla giunta se l’amministrazione comunale procederà ad approvare gli atti conseguenti per l’applicazione della stessa aumentando quindi anche per il Comune la quota capitaria di 3 euro". Lo ha chiesto ieri con un question time il capogruppo di Diritti in Comune, Cicico Auletta, al quale ha risposto l’assessore al sociale, Giovanna Bonanno: "Su questi aspetti è in corso la valutazione da parte degli uffici, solo all’esito della quale l’amministrazione deciderà il da farsi. Ma ciò che deve essere chiaro è che la Sds deve rendicontarci di come vengono spesi i soldi pubblici, perché l’aumento richiesto è motivato con la volontà di ripianare il debito accumulato e non per l’erogazione di servizi più efficienti".
Una risposta che non ha soddisfatto il consigliere di opposizione, ma che si porta dietro una serie di valutazioni, soprattutto politiche, più profonde: "Il Comune - ha aggiunto Bonanno - versa alla Società della Salute quasi un milione e mezzo di euro all’anno e non è certo una cifra irrilevante, pertanto è il minimo chiedere al consorzio la rendicontazione di come vengono impiegate le risorse, anche per fornire puntuali risposte alle esigenze delle famiglie di fronte agli annunciati tagli all’assistenza specialistica". "Ripetiamo una volta per tutta - ha chiosato il sindaco Michele Conti - che non siamo più disponibili a buttare via i soldi dei cittadini con richiesta di integrazioni a piè di lista". E sul tema dell’assistenza specialistica ha detto la sua anche l’assessore all’istruzione Riccardo Buscemi: "Insieme alle colleghe Giulia Gambini, che ha la delega alla disabilità, e Giovanna Bonanno, con delega al sociale, stiamo seguendo da vicino la situazione, ma non riusciamo a ottenere risposte chiare dalla Società della salute. E la questione della rendicontazione delle risorse è tutt’altro che secondario: a fronte di una riduzione dei servizi, non ci è stato ancora spiegato, nonostante lo chiediamo da molto tempo, come vengono impiegate le risorse finanziarie, né ci hanno fornito risposte puntuali sui livelli di assistenza necessari Comune per Comune. Informazioni che sono invece dirimenti nel momento in cui, come si dovrebbe fare sempre nella pubblica amministrazione, si redige il bilancio preventivo in base ai bisogni delle persone".