Bientina, 28 settembre 2020 - Una folla emozionata, con tantissimi giovani presenti, si è stretta ieri pomeriggio attorno a Marco Junior Del Rosso, il barista 30enne di Bientina rimasto vittima di un incidente stradale a Pontedera nella piovosa notte tra giovedì e venerdì scorso. Il calore dei parenti, dei tanti amici e dei conoscenti hanno riscaldato una delle prime giornate fredde di autunno per dare l’ultimo saluto a "Beino", come veniva chiamato dalla sua seconda famiglia, la contrada Cilecchio. Sono stati i colori bianco e blu, quelli di...

Bientina, 28 settembre 2020 - Una folla emozionata, con tantissimi giovani presenti, si è stretta ieri pomeriggio attorno a Marco Junior Del Rosso, il barista 30enne di Bientina rimasto vittima di un incidente stradale a Pontedera nella piovosa notte tra giovedì e venerdì scorso. Il calore dei parenti, dei tanti amici e dei conoscenti hanno riscaldato una delle prime giornate fredde di autunno per dare l’ultimo saluto a "Beino", come veniva chiamato dalla sua seconda famiglia, la contrada Cilecchio. Sono stati i colori bianco e blu, quelli di Cilecchio, che lo hanno accompagnato nel giro che si è tenuto prima del funerale in piazza Vittorio Emanuele II, la piazza dove ogni anno cavalli e fantini corrono il palio di Bientina e al quale Marco teneva tantissimo. Con la salma in spalle e il corteo dei tamburini i suoi amici lo hanno portato proprio in quella strada, in quelle curve, con uno striscione: "Da oggi il cielo è ancora più blu".

LA LETTERA CHE HA GELATO TUTTI (qui l'articolo)

Quindi la sosta davanti al bar Lusi, il suo bar, dove si è tenuto un brindisi in un sua memoria, naturalmente con il gin lemon in mano, come Marco avrebbe voluto. Marco Junior era infatti diventato un bartender professionista, grande esperto e conoscitore di cocktail e da tre anni circa si alternava a lavorare tra il bar Mandarino e l’Amalia Laghi di Pontedera. Proprio in questi due locali, in quella maledetta notte di venerdì scorso, Marco aveva aspettato la mezzanotte per festeggiare il suo 30esimo compleanno con amici e colleghi. Aveva ricevuto in regalo un set per preparare i cocktail, quello che poi aveva definito sui social "il regalo più bello della vita". Nel viaggio di rientro, poco prima delle 4, si è consumata la tragedia. Uno schianto in auto contro un blocco di cemento.

Terminato il commovente giro della piazza con la sosta davanti al bar Lusi, il corteo si è riversato al cimitero dove don Ettore ha tenuto il funerale. Centinaia e centinaia di persone hanno riempito il cortile del cimitero. Una manifestazione di affetto che dimostra tutta la bontà che quel ragazzone di due metri, capelli lunghi e occhi chiari ha saputo donare a tutte le persone che ha incontrato con quel sorriso sempre lucente che abbagliava.

Dopo la messa sono state lette due lettere, una letta dallo zio Beppe, l’altra scritta invece dalla sorella Carlotta. Quindi l’ultimo saluto, con la musica ad accompagnarlo tra Wish you were here dei Pink Floyd, Father and son, Ma il cielo è sempre più blu e Where is my mind e poi la mitica Vita spericolata di Vasco, canzone che amava e che si era tatuato sul braccio. "E poi ci troveremo come le stars a bere del whisky al Roxy bar"...e chissà che a bere quel whisky potrà incontrare suo padre Marco che non ha mai conosciuto.