REDAZIONE MASSA CARRARA

"Maxi Asl fallimentari". Migliaia di firme raccolte per la sanità ‘provinciale’

Continua la petizione per il referendum sull’abolizione delle super aziende. Giuseppe Ricci, ex direttore di Arezzo, è ora il portavoce del comitato.

Contano di arrivare a 30mila firme entro settembre. E tra i promotori del referendum contro le maxi-Asl c’è anche Giuseppe Ricci, ex direttore dell’Azienda sanitaria di Arezzo e ora portavoce del comitato referendario. "Dopo dieci anni di accorpamento delle Asl provinciali in grandi aziende di area vasta, gli obiettivi non sono stati raggiunti, non c’è stato alcun risparmio e i servizi sono peggiorati – denuncia Ricci –: liste d’attesa lunghe, difficoltà nell’accesso al pronto soccorso e alle visite specialistiche, un fallimento completo del sistema. Serve una nuova organizzazione con le Asl provinciali, con i sindaci che controllano, programmano le spese e allocano le risorse". In prima linea, ieri davanti al Noa al banchetto dell’Usl per il referendum, c’era anche il dottor Alberto Baratta, ex primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Massa, e direttore del servizio di Elisoccorso. E il referendum ha già raccolto anche le firme di diversi sindaci della Provincia.

Il referendum consultivo, supportato da vari sindacati, associazioni e anche alcuni sindaci, chiede di modificare la legge regionale del 2015 che ha accorpato le Asl da 12 a 3 grandi Aziende Unità Sanitarie Locali di area vasta, ritenute responsabili di inefficienze e disservizi. "La proposta è tornare ad una gestione su base provinciale, più vicina ai cittadini e con un controllo diretto dei rappresentanti locali" spiega l’Usb. La raccolta ieri davanti all’ospedale delle Apuane solo in una mattinata ha raccolto alcune centinaia di firme.

"Deve essere il territorio a dover gestire la sua sanità" sottolinea Marco Lenzoni, coordinatore di Usb, evidenziando criticità come "la decisione di costruire un nuovo ospedale di comunità vicino a una linea ferroviaria dove passa il gpl, un investimento milionario, mentre il vecchio ospedale, efficiente durante la pandemia, sarà demolito". Gli attivisti puntano il dito contro il sistema regionale che gestisce la sanità per macroaree, definito "fallimentare" per le disparità che crea tra territori. La raccolta firme proseguirà fino a fine settembre e può essere sottoscritta anche presso vari uffici comunali e punti di raccolta su tutto il territorio toscano. "Questa iniziativa rappresenta il risultato di un decennio di insoddisfazioni legate al modello attuale e una chiara richiesta di maggiore prossimità e controllo locale nella gestione dei servizi sanitari. Il voto popolare sarà un banco di prova importante per il futuro della sanità in Toscana" spiegano i promotori.