Donne ancora nel mirino. Pasqua di orrore per due mogli vittime di soprusi e violenze

Arrestati due uomini a pochi giorni di distanza, entrambi in Valle del Serchio. Il primo aveva brutalmente picchiato la compagna, l’altro non permetteva che la consorte uscisse di casa

I carabinieri della Garfagnana hanno arrestato i due uomi a pochi giorni di distanza (Foto Archivio)

I carabinieri della Garfagnana hanno arrestato i due uomi a pochi giorni di distanza (Foto Archivio)

Lucca, 31 marzo 2024 – Non esiste una risposta alla cattiveria, alla brutalità e agli orrori che certi uomini arrivano a compiere sulle donne. Ci sono sempre tante domande e tanta rabbia, specialmente se questi drammatici episodi si verificano in un lasso di tempo brevissimo in una zona raccolta come può essere la Valle del Serchio. Due uomini, un italiano di 58 anni e un marocchino di 43 sono stati arrestati per violenza di genere, il primo residente a Piazza al Serchio, il secondo a Bagni di Lucca. Due storie differenti, ma che si intrecciano alla perfezione, a pochi giorni dalle vacanze pasquali, e che hanno in comune il fatto che entrambi gli uomini erano stati già sottoposti a provvedimenti giudiziari per gravi violenze verso le rispettive consorti, mantenendo però poi comportamenti di reiterata violazione delle ordinanze. Due donne maltrattate, minacciate e sotto scacco di due uomini.

Il primo caso riguarda, come detto, un italiano di 58 anni residente con la compagna a Piazza al Serchio. Lo scorso 11 marzo era stato allontanato dalla casa familiare dopo un provvedimento d’urgenza dei carabinieri. L’operaio, al culmine di una furibonda lite con la compagna l’aveva brutalmente percossa con calci e pugni. Una violenza inaudita che aveva portato alla donna delle lesioni certificate con una prognosi di guarigione di ben 30 giorni. A quel punto era scattata l’ordinanza, con l’obbligo di stare lontano dalla casa della compagna. Nonostante questo, dopo un breve periodo, il 58enne si è puntualmente ripresentato all’abitazione, come se nulla fosse, con la chiara volontà di incontrare la donna. Il lavoro di controllo del territorio da parte dei militari dell’Arma, però, ha evitato che le cose peggiorassero.

La situazione, infatti, era costantemente attenzionata dai carabinieri, che sono riusciti ad intervenire tempestivamente e arrestare l’uomo in flagranza di reato. Ancor più spaventosa la seconda vicenda, che vede protagonista un 43enne di origini marocchine residente a Bagni di Lucca. L’uomo, oltre un anno e mezzo fa era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per i reati di maltrattamenti e sequestro di persona, a seguito di una serie di comportamenti persecutori e minacciosi nei confronti della moglie, connazionale, con la quale ha avuto anche dei figli. Il suo obiettivo era quello di cancellare la moglie dalla comunità, tenendola completamente segregata in casa.

Non le era permesso uscire, avere contatti con altre persone o lavorare. E la cosa più raccapricciante è che questa oppressione è andata avanti nonostante gli arresti domiciliari. La donna si era trasferita in un’altra abitazione, ma il marito, attraverso parenti e amici appartenenti alla comunità marocchina continuava a monitorare ogni spostamento e comportamento della donna. Si faceva perennemente informare su qualsiasi cosa facesse, per poi mettersi in contatto con lei e darle ordini di comportamento. Anche in questa situazione, il lavoro dei carabinieri è stato preziosissimo per la donna, visto che i militari, rendendosi conto della situazione, sono intervenuti in suo soccorso. Dopo alcune segnalazioni, anche per il 43enne è scattata la detenzione in carcere, dopo che la magistratura ha ritenuto che con i domiciliari la situazione della donna fosse ancora a rischio.