Carburante sporco, danni per 6mila euro: i casi si moltiplicano

Lucca, tra le “vittime“ anche il veterinario Nicola Franceschi: “Era diesel allungato”. Al conto dell’auto si aggiunge quello dell’avvocato, difficile il lieto fine

Diesel allungato: vittima anche il veterinario Nicola Franceschi, foto in alto

Diesel allungato: vittima anche il veterinario Nicola Franceschi, foto in alto

Lucca, 31 gennaio 2024 – Il danno, quasi sempre, è importante. Si può “viaggiare“ – solo virtualmente parlando – sull’ordine di grandezza di 5-6mila euro. E tutto perché ci si è fidati del distributore, il carburante non era “pulito“ e ha mandato in tilt il motore dell’auto. I casi nell’ultimo periodo si stanno moltiplicando come ci confermano alcune officine lucchesi.

Leggi anche: Carburante sporco, cosa fare per evitare danni da migliaia di euro

Non è un caso che la Guardia di Finanza abbia intensificato, nello specifico settore, l’attività di prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti più insidiosi, compresi quelli che, attraverso l’utilizzo di prodotti petroliferi non di qualità, possono determinare rischi sia per l’ambiente che per la sicurezza della circolazione stradale. Complessivamente, nell’ultimo periodo sono stati oltre 72 i controlli svolti nei confronti di distributori stradali in provincia di Lucca, di cui 14 sono risultati irregolari, principalmente per le mancate comunicazioni obbligatorie al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ovvero per la non esposizione dei prezzi medi. Ma sono emerse anche difformità sul gasolio: durante il controllo di un impianto a Pietrasanta è stato appurato che il carburante era stato “allungato“. Anche un operatore lucchese era “inciampato“ nello stesso tipo di irregolarità. E le vittime portano il carico dei costi.

Tra loro anche il medico veterinario Nicola Franceschi. “Avevo l’auto a secco – racconta – e sono andato a un distributore nella Piana, facendo un pieno di gasolio prima di partire per Milano. Il giorno dopo di ritorno dal congresso mi si spense il motore al casello di Chiesina Uzzanese dove avevo fatto scalo per lasciare la collega che era con me. La macchina non si riaccendeva e la mia collega che aveva avuto lo stesso problema allo stesso distributore pochi giorni prima mi fece notare che sentiva lo stesso odore dopo aver fatto il pieno con gasolio contraffatto. E in effetti era la pompa di iniezione che stava bruciando“.

Finale amaro: “La macchina non è più ripartita e ho dovuto aspettare il carro attrezzi fino a tardi. In officina mi hanno certificato di aver trovato gasolio allungato con acqua e tutto ciò aveva portato a un guasto irreparabile di pompa e iniettori, preventivo 5mila euro. A questo alla fine si è aggiunto il conto dell’avvocato, abbandonammo la causa in quanto sicuri insolventi. Oltre al danno la beffa“.