Un cammino lungo due settimane, due asinelli, una statua di Santa Caterina e sette abitanti in marcia verso Roma. Parte domani mattina, dopo la messa delle 7.30 da Montegiovi, ai piedi dell’Amiata, un pellegrinaggio unico. Destinazione: il Vaticano. Obiettivo: chiedere udienza a Papa Leone XIV per salvare la canoniche del paese, ormai in condizioni critiche, simbolo tangibile dell’abbandono che colpisce gran parte delle aree interne italiane. Alle 8 del mattino, dalla chiesa di San Martino, prenderà il via questa avventura che è insieme atto di fede, denuncia civile e gesto poetico. Con loro anche una borsa, portata dalla statua della Santa, destinata a raccogliere lettere, pensieri e testimonianze lungo il percorso. Sono state studiate delle tappe dove i pellegrini incontreranno comunità locali per ascoltare e dare voce a chi vive realtà simili: paesi dimenticati, infrastrutture fatiscenti, servizi essenziali che mancano. La marcia sarà documentata dal regista Davide Tisato, tornato a vivere a Montegiovi dopo anni, e ora ideatore del docufilm ’Il Nostro Miracolo’, una coproduzione tra Cloud Fog Haze Picture, Articolture e Rsi-Radiotelevisione Svizzera. Al suo fianco anche Samuel Nacar, fotografo e assistente alla regia, fresco vincitore del prestigioso World Press Photo 2025.
Tra le tappe principali, Castell’Azzara (lunedì) e Blera (sabato 6), dove si terranno incontri pubblici per discutere di spopolamento, politiche culturali e futuro delle comunità rurali. L’arrivo a Roma è previsto per sabato 13 settembre, passando per il Lago di Bolsena, la Tuscia e Monte Mario, fino a San Pietro, dove il gruppo tenterà di incontrare il Papa. Ma il viaggio è molto più di un percorso religioso. È una metafora potente di un’Italia dimenticata che non vuole arrendersi.
Come racconta Tisato: "La canonica che crolla – dice – è solo la punta dell’iceberg. Ci mancano servizi, prospettive, attenzione. Questo viaggio è il nostro modo per dire che esistiamo e abbiamo diritto a restare nei nostri paesi. Non vogliamo miracoli, ma ascolto, dignità, risposte concrete".
Secondo i dati riportati nella produzione del film, oltre il 48 per cento dei Comuni italiani rientra nelle cosiddette ’aree interne’, territori dove l’accesso a sanità, istruzione, mobilità e cultura è compromesso. Qui vivono oltre 13 milioni di persone, il 25 per cento della popolazione nazionale. E la tendenza è all’abbandono: il tasso di spopolamento, in queste zone, è doppio rispetto alla media nazionale. Una recente inchiesta de Il Sole 24 Ore indica un calo del 5,5 per cento, con punte fino al 7,7 nelle aree più isolate.
Nel nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne 2021-2027, alcuni territori vengono addirittura definiti ’senza prospettive’, a testimonianza di una visione che continua a marginalizzare i piccoli borghi in favore dei grandi centri urbani. Eppure, esperienze come quella di Montegiovi raccontano altro: una ricchezza culturale, sociale ed ecologica che sopravvive grazie alla caparbietà di chi resta.
Questa carovana toscana, con il passo lento degli asinelli e la forza collettiva delle testimonianze, ci ricorda che ogni paese, anche il più piccolo, merita una voce. E, forse, anche un miracolo.
Nicola Ciuffoletti