Il vaiolo delle scimmie, salgono a 16 i contagi. Tre nuovi casi a Firenze, "è un focolaio diverso"

I positivi hanno frequentato lo stesso ambiente contaminato. Adesso sono in cura e le loro condizioni non sono critiche. Direttore Ausl Toscana Centro: "Stiamo monitorando la situazione"

Vaiolo delle scimmie
Vaiolo delle scimmie

Firenze, 13 febbraio 2024 – Un nuovo focolaio con tre casi di vaiolo delle scimmie (monkeypox) in Toscana. Dopo i dodici contagiati registrati a gennaio, ai quali si era poi aggiunta un’ulteriore positività, negli ultimi giorni sono state verificate altre infezioni, arrivando a un totale di sedici persone. Si tratta, oltretutto, di un diverso focolaio: i tre positivi hanno infatti in comune la frequentazione di uno stesso ambiente, a Firenze. "Negli ultimi giorni – spiega Renzo Berti, direttore della Prevenzione dell’Ausl Toscana Centro – abbiamo verificato altri tre casi. Sono persone che hanno frequentato lo stesso luogo di ritrovo, a Firenze, ma che arrivano da zone diverse della regione, dove ora sono in cura. Anche in questo caso stiamo monitorando la situazione, che non presenta particolari criticità".

Il primo contagio era stato scoperto nella seconda settimana di gennaio, quando un medico di famiglia del Mugello aveva osservato i sintomi e sottoposto ad accertamenti un paziente, poi risultato positivo. Nei giorni successivi erano quindi emerse le altre positività, tutte relative a undici uomini fra i 26 e i 46 anni, che avevano partecipato alle due feste: una programmata in occasione dell’ultimo dell’anno e l’altra organizzata nei giorni successivi, in entrambi i casi in provincia di Firenze. Tutte le persone infette sono sempre state in buone condizioni e sono state poste in isolamento, come richiesto in questi casi. Il vaiolo delle scimmie è una malattia virale infettiva rara originaria dell’Africa centrale e occidentale, ormai approdata in varie parti del mondo. Si manifesta con sintomi simili a quelli del vaiolo, ma tende a guarire spontaneamente. La trasmissione può avvenire attraverso il contatto fisico stretto con una persona infetta, a maggior ragione se di tipo sessuale e ovviamente ancor più nel caso di rapporti non protetti. Si possono comunque verificare contagi anche attraverso il contatto con biancheria sporca o con animali infetti.

La malattia, tipica appunto di alcune zone dell’Africa, dove è endemica, è approdata nel 2003 negli Stati Uniti, a seguito dell’importazione di mammiferi malati. Nel 2022 l’arrivo in Europa, con focolai non riconducibili a viaggi o animali, ma alla trasmissione fra esseri umani. La malattia insorge dopo una dozzina di giorni dall’esposizione e dura da due a quattro settimane. I sintomi iniziali sono molto generici, ovvero febbre, cefalea, dolori muscolari e linfoadenopatia (linfonodi infiammati e ingrossati). Successivamente si manifestano le eruzioni cutanee tipiche della malattia, con vesciche e pustole che poi scompaiono spontaneamente con la guarigione e che si concentrano nei luoghi del contatto con la persona che ha trasmesso il contagio. Come raccomandato dai medici fin dai primi casi, è fondamentale rivolgersi subito a un dottore in caso di sintomi sospetti. Altrettanto importante è la vaccinazione preventiva, offerta ai soggetti a rischio e affidata ai centri delle Malattie infettive delle Ausl toscane.

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